Calendario pastorale

Sabato 7 e domenica 8: Fiaccolata degli oratori dell’area omogenea. Partenza dal santuario Madonna del Frassino e arrivo all’oratorio di Mesero verso le 20.30.

Domenica 15 ore 16.00 Spettacolo teatrale de “ I Legnanesi” preso la sala della Comunità.
In occasione della giornata del seminario le offerte che si raccoglieranno nelle buste durante le Ss. Messe, saranno interamente devolute al seminario di Venegono.

Chiediamo perdono per l’uso improprio delle risorse naturali

In vista del Tempo del Creato, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa e la Conferenza delle Chiese d’Europa hanno emesso una dichiarazione comune.

“Ci uniamo per chiedere perdono. A causa dell’uso improprio delle risorse naturali, legato anche alla distruzione e all’inquinamento, continuiamo a infliggere una dolorosa ferita all’opera di Dio che Egli stesso definì «cosa molto buona» (Gen 1, 31). Riconosciamo che lo stile di vita della società moderna ha conseguenze in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui dobbiamo fermare il ciclo dell’individualismo e dell’isolamento, ricordando che siamo tutti membri di un’unica famiglia umana e che siamo tutti creati a immagine di Dio (Gen 1, 27). Pertanto, chiedendo perdono, intendiamo cambiare i nostri cuori e i comportamenti per diffondere i semi della giustizia e far germogliare i frutti della carità, contribuendo così a ripristinare la bellezza della creazione.”
In vista del Tempo del Creato, il periodo speciale del calendario liturgico che va dal 1° settembre, Giornata di preghiera per il Creato, al 4 ottobre, Festa di san Francesco d’Assisi, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa e la Conferenza delle Chiese d’Europa hanno emesso la dichiarazione comune. La rete della vita” a firma dei rispettivi presidenti, il cardinale Angelo Bagnasco e il reverendo Christian Krieger. L’obiettivo è quello di unirsi in una sola preghiera per riaffermare la nostra responsabilità nei confronti della creazione e ricordare all’umanità di rispettare il pianeta.
“Con tutto il cuore preghiamo per le persone che nel mondo soffrono a causa dei danni ambientali causati dall’egoismo e dall’abbandono. La rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana e dall’indifferenza nei confronti degli esseri umani e dell’intera creazione. […] Ringraziamo Dio per la bellezza e la bontà della sua creazione, impegnandoci a non dare per scontato questo meraviglioso dono. Ci adoperiamo a mettere in atto modi per curare e condividere, per rapportarci con rispetto e amore all’opera di Dio. Portiamo nelle nostre preghiere i nostri fratelli e sorelle che soffrono a causa dei nostri sprechi, della avidità e, spesso, della nostra indifferenza.”
Dichiarando la necessità di un nostro impegno nei confronti della creazione che Dio ci ha affidato, il documento chiede a ogni comunità cristiana di rafforzarsi e crescere nella propria missione attraverso azioni concrete e buone opere, ispirate alla propria tradizione spirituale.
Invita inoltre ogni singolo cristiano e ogni persona di buona volontà a dimostrare la propria responsabilità nei confronti del Creato, ad assumere impegni concreti per lavorare come buoni custodi e per lottare contro le disuguaglianze attraverso la protezione della diversità biologica.

Rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale

Il 20 ottobre la comunità è chiamata ad eleggere il nuovo consiglio pastorale parrocchiale. Il sinodo 47° scrive: “ Un momento significativo della partecipazione all’azione pastorale della parrocchia si realizza anche mediante il “consigliare nella Chiesa”, in vista del comune discernimento per il servizio del Vangelo. Il consigliare nella chiesa non è facoltativo, ma è necessario per il cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare. Il consiglio pastorale parrocchiale è un ambito della collaborazione tra presbiteri, diaconi, consacrati e laici e uno strumento tipicamente ecclesiale, la cui natura è qualificata dal diritto-dovere di tutti i battezzati alla partecipazione corresponsabile e dall’ecclesiologia comune”. Criterio fondamentale per la composizione del CPP è quello duplice, offerto ancora del sinodo: “Il consiglio pastorale deve da una parte rappresentare l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra deve costituire lo strumento della decisione comune pastorale, dove il ministero della presidenza, propria del parroco, e la corresponsabilità di tutti i fedeli devono trovare la loro sintesi”. In vista del rinnovo si accolgono candidature e suggerimenti di candidature. Possono essere membri dei consigli coloro che, avendo completato l’iniziazione cristiana, abbiano compiuto i 18 anni e siano canonicamente domiciliati nella parrocchia, oppure risultino operanti stabilmente in essa. Si considerano incompatibili con l’ufficio di consigliere le seguenti cariche politiche e amministrative: la guida di una formazione politica; l’essere parlamentare; l’essere assessore o sindaco; l’essere consigliere comunale o regionale.

Avvisi:

Sabato 7 e domenica 8: Fiaccolata degli oratori dell’area omogenea. Partenza dal santuario Madonna del Frassino e arrivo a Mesero.

SCUOLA DI TEOLOGIA PER LAICI
In bacheca e sui tavoli all’ingresso della chiesa sono disponibili le informazioni per le iscrizioni alla Scuola di teologia per laici (3° anno).
La scuola di teologia è aperta a tutti coloro che desiderano approfondire i contenuti della fede attraverso lezioni tenute da docenti del Seminario Arcivescovile di Milano.

CATECHESI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA
A partire dal mese di settembre sono disponibili sul sito della parrocchia
(Modulo iscrizione IC 2019-2020) i volantini per le iscrizioni al percorso della iniziazione cristiana.

SALA DELLA COMUNITA’
I LEGNANESI APRONO LA RASSEGNA 2019/2020 ” NEL SEGNO DELLA POESIA”
Anche quest’anno i Legnanesi apriranno la stagione teatrale della nostra Sala della Comunità con un esilarante spettacolo dal titolo “Settanta anni di risate “. Partecipiamo numerosi!
Lo spettacolo è il 15 settembre alle 16.00.
Per info e prenotazioni contattare il cell. 3334993307 dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19. Prevendita dei biglietti domenica 8 settembre dalle 15 alle 17.30 previa prenotazione.

E’ possibile andare in collera ma senza cadere in peccato

Come accaduto sia a Dio che a Gesù, ci sono situazioni in cui adirarsi serve per disapprova il male e le ingiustizie.

“Nel salmo 4 c’è un versetto che può suonare di difficile comprensione per i nostri orecchi che vedono nell’ira, nella collera, nello sdegno solo un peccato, o per lo meno un difetto del carattere. Il versetto […] va tradotto: «Adiratevi ma non peccate», o «Andate in collera e non peccate» (Sal 4,5). L’Apostolo lo riprende tra le esortazioni della Lettera agli Efesini, aggiungendovi le parole: “Non tramonti il sole sopra la vostra ira e non date spazio al diavolo” (Ef 4,26-27). Dunque è possibile andare in collera, adirarsi, ma occorre nello stesso tempo non cadere in peccato, non permettere che il divisore trovi spazio in questo sentimento e nella sua espressione.”
Enzo Bianchi riconosce che spesso nella Bibbia l’ira ha come soggetto Dio stesso. Di fronte a ciò che è male, Egli non resta impassibile, ma prova un sentimento che lo porta a manifestare il suo disappunto e a soffrire. Anche Gesù è capace di mostrare collera e sdegno in diverse situazioni, con atteggiamenti e parole che possono sorprendere per la loro durezza.
“Quando grida verso Corazin e Betsaida, dicendo che Tiro e Sidone avranno una sorte meno dura nel giudizio, o quando inveisce contro Cafarnao, dicendo che sarà sprofondata all’inferno, Gesù si mostra come un profeta pieno di passione, capace di assumere toni collerici. Quando attacca scribi e farisei e ne fa la caricatura, denunciando apertamente i loro atteggiamenti di peccato e menzogna, gridando loro: «Serpenti! Razza di vipere!» (Mt 12,34; 23,33), Gesù è adirato. E così quando, entrato in Gerusalemme, scaccia dal tempio con una corda i commercianti e rovescia i loro tavoli, Gesù mostra di essere in collera.”
Ma queste parole e questi gesti non sono certamente peccato, perché «in lui non c’è stato peccato» (1Gv 3,5); anzi, sono segni della passione per la giustizia e la sincerità di Gesù, che esprimono la volontà di Dio. Ci sono dunque situazioni in cui alzando la voce e gridando si esprime la propria disapprovazione del male, dell’errore commesso, si fa capire la gravità di ciò che viene denunciato come ingiustizia, peccato.
“Ma oggi siamo ancora capaci di indignazione, di un’insurrezione delle coscienze, oppure l’indifferenza è a tal punto diffusa che lascia posto solo a rabbia e a rancore? Ecco, il rancore, questo sì è un grande peccato ispirato dal diavolo. Si tratta di una rabbia non espressa esternamente, che si contiene e si nutre ogni giorno con l’ostilità: non si reagisce in modo manifesto all’altro ma si cova rabbia contro di lui; non si alza la voce ma si lascia posto all’ululare nel cuore; non si dice la propria contrarietà ma interiormente si accumula risentimento. […] Anche l’ultimo rapporto annuale del Censis sulla situazione italiana denuncia come malattia sociale il rancore che ammorba la vita dei cittadini, incapaci di indignazione ma pronti a essere cattivi e rabbiosi. Difficile esercizio quello dell’andare in collera senza peccare, senza cedere al rancore; ma difficile esercizio anche quello dell’accogliere la parola collerica dell’altro, quando è motivata come correzione (non come offesa o disprezzo), e non farne un’occasione di inimicizia o di condanna, ma una possibilità di interrogarsi, esaminarsi ed eventualmente convertirsi.”

Enzo Bianchi