Calendario pastorale

Domenica 21 ore 15.00 catechesi gruppo comunione 2 preso la chiesa parrocchiale.

Martedì 23 ore 16.45 catechesi gruppo cresima presso la chiesa parrocchiale.

Mercoledì 24 ore 20.45 Scuola di teologia per laici: la Chiesa nella storia.

Domenica 28 ore 15.30 Prima confessione presso la chiesa parrocchiale (gruppo Comunione 3).

Raccolta dalla vendita delle primule per la giornata della vita (7 febbraio): 1016 €
(675 primule acquistate).

Cercasi un frigorifero per una famiglia che non ha disponibilità per l’acquisto. Contattare il n. 3404144259.

Centro di ascolto alla Vita

Il Centro di ascolto alla Vita è un’associazione di volontariato nata nel 1987 al fine di promuovere una cultura di accoglienza alla vita e di sostenere concretamente una maternità non desiderata o difficile. Fin dalla sua nascita opera all’interno della stessa struttura ospedaliera, prima ad Abbiategrasso e dal 2002 presso il presidio ospedaliero di Magenta e dal 2012 all’ospedale di Rho. Le volontarie che operano all’interno del Cav hanno contatti con donne che si trovano nelle più diverse situazioni personali, materiali o psicologiche: donne per le quali l’aborto è una possibilità, sia stata o no già presa una decisione. L’operatrice che accoglie la mamma instaura un rapporto di ascolto, dialogo personale e condivisione dei problemi, creando premesse concrete affinché la vita iniziata possa essere gioiosamente accolta. I colloqui personali, cuore del nostro servizio, sono volti a rimuovere le cause sociali, economiche, culturali, familiari o psicologiche che possono indurre la donna ad abortire e la sostengono nella relazione con il bambino che attende durante tutto il periodo della gravidanza e nella primissima infanzia. L’esperienza accumulata in tanti anni e la vita di tutti i giorni a contatto con tante donne che hanno vissuto o stanno per vivere il dramma dell’aborto ci spingono a testimoniare che è possibile prevenire tale grave gesto condividendo il peso che spesso una gravidanza indesiderata o difficile comporta. Sono molti i motivi per cui una donna ricorre all’aborto, perché non vuole il figlio, per problemi di relazione di coppia, per contrasti familiari, per ristrettezze economiche…Nei colloqui che facciamo emerge spesso uno stato di solitudine e di abbandono e la donna, proprio nel momento in cui ha più bisogno di trovare solidarietà e appoggio, trova invece ostilità e ricatti da parte del partner stesso, della famiglia di origine, dell’ambiente in cui vive o lavora. Laddove la spinta abortiva sia determinata da una grave necessità economica, forniamo aiuti concreti (vestiario, pannolini, latte, attrezzature ecc.) in collaborazione con le realtà caritative presenti sul territorio; inoltre il Cav, nei casi più gravi di necessità, garantisce anche aiuti economici di sostegno al reddito familiare. Ci piace definire il nostro servizio un abbraccio: un sostegno concreto tangibile con cui la solitudine è spezzata e la vera libertà, quella del sì alla vita, è resa possibile. I numeri del nostro servizio che alleghiamo ci danno ragione! Non sono grandi cifre, ma nascondono ore di colloquio, tempo dato nel silenzio e nel nascondimento dei nostri centri, fatiche affrontate insieme a mamme che ora, felici, stringono tra le braccia i loro bimbi! Anche in questo anno così faticoso non abbiamo MAI interrotto il nostro servizio garantendo ascolto, aiuti e vicinanza a tante mamme vicine e lontane perché la vita potesse continuare a fiorire anche in un tempo faticoso di dolore e morte.
In bacheca è possibile visionare i numeri riguardanti le attività del CAV

Il Ramo di Mandorlo

Itinerario di formazione per laici, consacrati e clero della Diocesi
Ore 20.30 via streaming da portale della diocesi (www.chiesadimilano.it) , con la presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini
4 febbraio: L’annuncio; i nodi della rete di Pietro: il Web, kairos per offrire il Vangelo? (don Ugo Lorenzi)
11 febbraio: Le relazioni; “ Infettiva-Mente”; i nostri modi di pensare e di sentire sono contagiosi? (don Stefano Guarinelli)
16 febbraio: La carità; “ …l’avete fatto a me”: cosa succede incontrando i poveri? (Silvia Landra)
19 febbraio: La testimonianza; La Chiesa in uscita: … e se la Chiesa fosse già fuori?
(don Roberto Repole)
Ulteriori info sul sito della Diocesi di Milano: www.chiesadimilano.it

Calendario pastorale

Sabato 6 e Domenica 7 al termine delle Ss. messe, vendita delle primule per il C.A.V. in occasione della giornata per la vita.
Raccolta viveri Caritas. Preferibilmente: caffè, marmellata, zucchero, olio, tonno, latte UHT.

Martedì 9 ore 16.45 Catechesi gruppo cresima.

Domenica 14 ore 15.00 catechesi gruppo comunione 1.
ore 16.30 catechesi gruppo comunione 3.

Raccolta della Caritas per l’emergenza profughi in Bosnia: 509 €

Caritas Ambrosiana. Emergenza profughi in Bosnia – Raccolta fondi straordinaria domenica 24 gennaio

In Bosnia e Erzegovina stiamo assistendo a una gravissima violazione dei diritti umani nei confronti dei migranti. La gestione del fenomeno migratorio nel paese balcanico, già molto fragile ormai da tempo, è infatti precipitata negli ultimi giorni. La chiusura del campo profughi “Bira” a Bihac (nord ovest del paese, nei pressi del confine con la Croazia), e il trasferimento forzato di circa 600 persone nella tendopoli di Lipa ha saturato la struttura e ha creato una tensione con l’IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) che gestisce su mandato dell’UE i centri di accoglienza e fornisce supporto al ministero di sicurezza bosniaco (responsabile delle migrazioni). Il campo Lipa era inizialmente pensato come una sistemazione provvisoria e si trovava già in condizioni largamente inadeguate per affrontare l’inverno: situato in una zona impervia di montagna, isolato da qualsiasi centro abitato e dalle strade principali, è senza acqua potabile, elettricità, riscaldamento. Il campo non più utilizzabile, interamente distrutto da un recente incendio, è l’unico riparo per le quasi 1500 persone rimaste al Lipa. I migranti hanno provato a spostarsi ma almeno 900 sono ancora intrappolati nell’altopiano, senza che sia stata presa una decisione sul loro destino da parte delle autorità locali. Nella città di Bihac, il centro di accoglienza temporanea “Bira” è ancora in perfetto stato di funzionamento, ma la popolazione locale, il sindaco della città e il premier cantonale si rifiutano di scendere a patti con Sarajevo e l’UE che più volte ha richiesto la riapertura temporanea del centro. In tutto questo scenario, stanno inoltre continuando anche i violenti respingimenti alla frontiera della polizia croata verso chi prova ad attraversare il confine per entrare nel territorio comunitario – prassi violente già molte volte denunciate anche al Parlamento Europeo. Ai migranti senza un tetto viene dunque impedito di provare anche a proseguire il proprio percorso migratorio e di cercare un riparo adeguato in un altro Paese. Il risultato finale di questa crisi politica, civile e istituzionale è la “catastrofe umanitaria” di cui parla IOM: 3.000 persone totalmente allo sbando, senza un posto dove stare, nel bel mezzo dell’inverno – che negli ultimi giorni ha portato le condizioni metereologiche più estreme: neve, temperature abbondantemente sottozero, gelate notturne. Le persone, costrette a muoversi nel fango o sotto la neve, vivono senza luce, acqua e servizi igienici e senza riparo.

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