Il cristiano e la Pasqua

Può capitare: fai gli auguri per Pasqua e ti senti rispondere in modo piuttosto seccato: “Auguri per che cosa…”! Dietro cogli insoddisfazione e anche rabbia per come vanno le cose; percepisci l’amarezza di una vita limitata in un orizzonte angusto, dove le “cose” di questo mondo, così promettenti felicità, di fatto non rispondono al bisogno di gioia senza limiti del cuore umano…
Davvero oggi più che mai c’è bisogno non solo di augurare Buona Pasqua ma di mostrarne visibilmente la gioiosa realtà. E siccome solo i cristiani annunciano la Pasqua del Signore, proprio i cristiani – se la vita nuova nello Spirito Santo li ha raggiunti – possono fare un grande dono di speranza a chiunque l’abbia persa perché non ha incontrato il Risorto.

Don Giuseppe Colombo 

Buona Quaresima

Il cammino della salvezza è sempre personale… anche in Quaresima non è il clima che salva, ma Gesù Cristo. Ciascuno per essere salvato deve incontrarlo personalmente, con una vera conversione a Lui. La Quaresima offre occasioni favorevoli: ascolto più abbondante della Parola di Dio, silenzio più austero, preghiera più profonda e fedele, penitenza come ricerca  dell’essenziale, carità fraterna come servizio a Cristo, astinenza per amore di Dio…
Non basta che la Chiesa proponga la Messa domenicale, la Confessione, la Comunione, la Via Crucis, la Catechesi… occorre che noi cerchiamo Dio!

Don Giuseppe Colombo 

La famiglia è la prima ed insostituibile educatrice alla pace

«La famiglia è la prima e insostituibile educatrice alla pace». Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2008 accende i riflettori sulla prima cellula della società e della Chiesa, la famiglia. Un modo per andare alle fondamenta, perché la coscienza di pace si costruisce innanzitutto tra le mura di casa propria, nel rapporto di coppia e tra genitori e figli.

E da lì si irradia al mondo. Concetti che ritroviamo anche nel percorso pastorale di quest’anno messo a punto dal card. Tettamanzi per la diocesi di Milano. Sintonia piena di una Chiesa che guarda all’essenziale. E il fondamento è proprio l’amore, di cui la famiglia è vera scuola. «Si tratta di un servizio continuo che si esprime nelle mille attenzioni reciproche della vita quotidiana, senza pigrizie, ma con vero gusto umano e spirituale dentro il quale si vive la carità», scrive l’Arcivescovo. «In ogni casa non manchino momenti in cui traspaiono la bellezza e la gioia dello stare insieme come fratelli. Ci sia realmente la passione di costruire valori che aprono alla vita e al mondo, si coltivino sentimenti e atteggiamenti di concreta solidarietà verso coloro che sono in difficoltà, si sperimentino momenti di vera gratuità nello spendere le proprie energie e le proprie risorse a favore dei più bisognosi. In questi contesti quotidiani la fede è in grado di manifestare la sua splendida bellezza e la sua forza rinnovatrice».

«Il lessico familiare è un lessico di pace» ci ricorda Benedetto XVI, che punta l’attenzione anche sui diritti della famiglia, perché «chi anche inconsapevolmente osteggia l’istituto familiare rende fragile la pace nell’intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale “agenzia” di pace».

Questioni molto concrete che entrano nelle scelte quotidiane, anche istituzionali: «La famiglia ha bisogno della casa, del lavoro o del giusto riconoscimento dell’attività domestica dei genitori, della scuola per i figli, dell’assistenza sanitaria di base per tutti. Quando la società e la politica non si impegnano ad aiutare la famiglia in questi campi, si privano di un’essenziale risorsa a servizio della pace», sottolinea il Papa.

Un compito che coinvolge anche i media, che «hanno una speciale responsabilità nel promuovere il rispetto per la famiglia, nell’illustrarne le attese e i diritti, nel metterne in evidenza la bellezza».

La famiglia che ogni giorno sa aprire le aule della sua “scuola dell’amore e del dono di sé”, sottolinea Tettamanzi, «leva la sua voce di speranza in una società povera di amore, scossa e disgregata da tensioni e conflitti, appesantita da troppe forme di egoismo. In tal modo l’educazione all’amore come dono di sé rappresenta un prezioso contributo per costruire quella trama di solidarietà che è frutto insieme della giustizia e dell’amore».

E il Papa elenca questi luoghi di sofferenza e di conflitto della famiglia umana. A partire dall’ambiente: «Dobbiamo avere cura dell’ambiente: esso è stato affidato all’uomo, perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come criterio orientatore il bene di tutti… Né vanno dimenticati i poveri, esclusi in molti casi dalla destinazione universale dei beni del creato».

È inoltre necessaria una giusta «gestione delle risorse energetiche del pianeta» e «un’equa distribuzione della ricchezza»; «l’esigenza morale di far sì che l’organizzazione economica non risponda solo alle crude leggi del guadagno immediato, che possono risultare disumane»; favorire «il convergere anche delle legislazioni dei singoli Stati verso il riconoscimento dei diritti umani fondamentali»; «la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un’efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari».

Famiglia e pace dunque, binomio inscindibile. «Oggi, in modo del tutto particolare – sottolinea il Cardinale – la nostra società ha forte la necessità di riscoprire la famiglia come risorsa insostituibile e decisiva per il suo futuro. Le nostre famiglie, d’altra parte, ricordino che il vincolo di libertà e d’amore che le costituisce è loro donato non solo per se stesse, ma per la vita del mondo».

Pino Nardi

>> Leggi il testo integrale del messaggio del Papa

Piccole proposte rivoluzionarie per questo tempo di Avvento

L’Avvento è un invito a prepararci ad accogliere il Signore Gesù che viene a salvarci. Per la nascita di Gesù (per il suo “compleanno”) è bello fare un regalo speciale al Signore, disponendo il nostro cuore ad un amore più sincero e più profondo verso di Lui, facendo qualcosa che sembra piccolo, ma che può essere espressione di una amicizia fedele. Ecco qualche proposta tra cui scegliere di volta in volta.

  1. Sii puntuale alla Messa festiva (anche feriale, se puoi andarci).
  2. Sta’ attento alle letture della Messa; partecipa attivamente alle preghiere e ai canti.
  3. Incontra il Signore Gesù con umiltà e amore accostandoti con regolarità al Sacramento del perdono o Confessione.
  4. Vivi la Comunione eucaristica con fede facendo bene il ringraziamento.
  5. Trova il modo di passare in chiesa per stare un po’ con Gesù.
  6. In casa tieni in vista la Sacra Scrittura e leggine regolarmente qualche brano.
  7. Unito a Maria con la preghiera del Rosario, disponiti a fare la volontà di Dio.
  8. Apriti all’amore del prossimo (il prossimo più vicino è in famiglia) con gesti piccoli ma concreti (una parola buona, un sorriso, un perdono dato di cuore, un servizio spontaneo,…).
  9. Sappi usare con temperanza e moderazione dei tuoi soldi, del tuo tempo, delle tue cose (TV – PC – auto – cellulare – etc…) destinando il risparmio ai più poveri (es. al “Progetto Tonga”).
  10. Impiega le tue capacità (che sono dono di Dio: intelligenza, volontà, doti artistiche, tecniche, organizzative…) non soltanto per te stesso o per il tuo tornaconto, ma per il bene dei fratelli.

Tutti possiamo fare qualcosa per amore del Signore, piccoli e grandi.
Però per i grandi vale doppio: un gesto di vera fede diventa un gesto educativo nei confronti dei piccoli… la vita genera vita, sempre!

Don Giuseppe Colombo