Calendario pastorale

Domenica 21 ore 15.00 catechesi gruppo comunione 2 preso la chiesa parrocchiale.

Martedì 23 ore 16.45 catechesi gruppo cresima presso la chiesa parrocchiale.

Mercoledì 24 ore 20.45 Scuola di teologia per laici: la Chiesa nella storia.

Domenica 28 ore 15.30 Prima confessione presso la chiesa parrocchiale (gruppo Comunione 3).

Raccolta dalla vendita delle primule per la giornata della vita (7 febbraio): 1016 €
(675 primule acquistate).

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Questi giorni nella vita della Chiesa – giorni crocifissi eppure benedetti

Le comunità cristiane sono chiamate ad «abitare evangelicamente la crisi che pure le coinvolge e le attraversa, accettandola come un tempo di grazia donatoci per capire la volontà di Dio». Sono parole del cardinale Bassetti nella sua introduzione al Consiglio permanente Cei appena concluso. Vi si legge la consapevolezza delle difficoltà che la Chiesa sta vivendo, e al tempo stesso la speranza di veder fiorire in essa un germoglio di vita nuova.
«Per la Chiesa, i giorni crocifissi sono i giorni benedetti»: così si esprimeva un altro presidente della Cei, il cardinale Anastasio Ballestrero, già arcivescovo di Torino, in un’intervista rilasciata quasi alla fine della sua vita. Certamente viviamo giorni crocifissi; non solo la Chiesa, ma tutta l’umanità è inchiodata a una croce dolorosa, che l’ha gettata nello sgomento di un’esperienza di fragilità impensata e imprevedibile. La croce della Chiesa ha spine e chiodi in aggiunta, rispetto a quelli di tutti. Questa grande prova è come se avesse tolto il velo alla difficile condizione della fede ecclesiale.
La pandemia ha dilatato gli spazi vuoti alle celebrazioni domenicali e ha mostrato come, senza la Messa della domenica, molti cristiani siano disorientati, come se la loro fede fosse appesa a quel momento, e non sapessero come sopravvivere senza. Non si può non avvertire la sensazione che questa situazione stia accelerando un processo di indebolimento delle comunità cristiane iniziato ben prima della pandemia. I giorni crocifissi della Chiesa cominciano ben prima della primavera del 2020, nella estraneità di molti giovani, nell’allontanamento delle donne adulte, nella fatica di trovare catechisti disponibili per la catechesi dei più piccoli. Molte persone – preti e laici –, impegnate con commovente generosità a moltiplicare occasioni per tenere insieme comunità sempre più fragili, sono consapevoli che i loro sforzi servono a poco, perché siamo dentro un processo di cambiamento epocale che rende superati i modelli consolidati senza che se ne riescano a intravedere di nuovi.
Come ricorda papa Francesco, questa non è un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca: come meravigliarsi che le strutture del passato vadano in crisi? Come rimproverarci di non avere pronte delle alternative pastorali?
Occorre pensare a questa situazione con categorie diverse. Giorni crocifissi, della traversata di un deserto che non sappiamo quanto durerà, né dove ci farà arrivare. La Pasqua è morte che genera una vita nuova, che germoglia poco a poco, e che all’inizio ha le forme di un germoglio piccolo e debole. Ma il Venerdì santo ha una drammaticità in cui è difficile anche solo immaginare la conclusione.
Tuttavia qualche germoglio si comincia a intravedere anche in questo momento di prova. Si vede nei giovani che in queste giornate di dolore si chiedono se non sia il momento di una nuova fraternità capace di abbracciare chi soffre di più.
Si vede in quelle famiglie che stanno sperimentando la bellezza del pregare insieme semplicemente; in quelle persone che scoprono la ricchezza della Parola di Dio e la profondità interiore di una preghiera che, priva delle forme strutturate del pregare pubblico, apprezza il silenzio e le parole semplici di ogni giorno.
Avevamo pensato che i giorni benedetti fossero quelli delle chiese piene, degli oratori affollati di bambini e di giovani, della considerazione sociale; ci è difficile pensare che i giorni benedetti invece siano quelli in cui il successo viene meno. Eppure… Giorni benedetti sono quelli in cui si comincia a credere che nella croce c’è un mistero fecondo, una benedizione invisibile che è una promessa che si annuncia con segni discreti, percepiti solo da uno sguardo penetrante e da un cuore in attesa.
Nella fatica di questa traversata del deserto, si svegliano le tentazioni più subdole: quella di criticare scelte e di giudicare strategie, di prendere le distanze da una Chiesa di cui si vedono solo i difetti, di chiamarsi fuori, come se le responsabilità delle fatiche di questo momento fossero solo di qualcuno, e non toccassero anche ciascuno di noi… Ma questo non è forse il momento di immergerci nel mistero? Nel mistero di fragilità e di grazia di una Chiesa alla quale apparteniamo da figli. Nel ricordare che la Chiesa è nostra madre forse possono risvegliarsi quei sentimenti di comprensione, di condivisione, che ci fanno sentire che i suoi giorni crocifissi sono anche nostri; siamo insieme a portare la croce di questo momento, e al tempo stesso a scrutare i segnali di una nuova vita.
Giorni crocifissi, in cui sembra che la vita si stia spegnendo, ed è invece è la gestazione di una vita nuova. Questo è tempo di attesa, attesa operosa, pensosa, intelligente e coraggiosa, ma soprattutto umile. Mi sembra questo il segno di una fede che crede che nel futuro della Chiesa vi è una benedizione.

Paola Bignardi (Paola Bignardi si dedica ai temi dell’educazione, sia in ambito scolastico che sociale. Impegnata da anni nell’associazionismo laicale, è stata presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana (dal 1999 al 2005), coordinatrice del Forum internazionale dell’Azione cattolica e dell’associazione Retinopera. Dal maggio 2008 è membro del Comitato per il Progetto culturale promosso dalla Chiesa Italiana).

Centro di ascolto alla Vita

Il Centro di ascolto alla Vita è un’associazione di volontariato nata nel 1987 al fine di promuovere una cultura di accoglienza alla vita e di sostenere concretamente una maternità non desiderata o difficile. Fin dalla sua nascita opera all’interno della stessa struttura ospedaliera, prima ad Abbiategrasso e dal 2002 presso il presidio ospedaliero di Magenta e dal 2012 all’ospedale di Rho. Le volontarie che operano all’interno del Cav hanno contatti con donne che si trovano nelle più diverse situazioni personali, materiali o psicologiche: donne per le quali l’aborto è una possibilità, sia stata o no già presa una decisione. L’operatrice che accoglie la mamma instaura un rapporto di ascolto, dialogo personale e condivisione dei problemi, creando premesse concrete affinché la vita iniziata possa essere gioiosamente accolta. I colloqui personali, cuore del nostro servizio, sono volti a rimuovere le cause sociali, economiche, culturali, familiari o psicologiche che possono indurre la donna ad abortire e la sostengono nella relazione con il bambino che attende durante tutto il periodo della gravidanza e nella primissima infanzia. L’esperienza accumulata in tanti anni e la vita di tutti i giorni a contatto con tante donne che hanno vissuto o stanno per vivere il dramma dell’aborto ci spingono a testimoniare che è possibile prevenire tale grave gesto condividendo il peso che spesso una gravidanza indesiderata o difficile comporta. Sono molti i motivi per cui una donna ricorre all’aborto, perché non vuole il figlio, per problemi di relazione di coppia, per contrasti familiari, per ristrettezze economiche…Nei colloqui che facciamo emerge spesso uno stato di solitudine e di abbandono e la donna, proprio nel momento in cui ha più bisogno di trovare solidarietà e appoggio, trova invece ostilità e ricatti da parte del partner stesso, della famiglia di origine, dell’ambiente in cui vive o lavora. Laddove la spinta abortiva sia determinata da una grave necessità economica, forniamo aiuti concreti (vestiario, pannolini, latte, attrezzature ecc.) in collaborazione con le realtà caritative presenti sul territorio; inoltre il Cav, nei casi più gravi di necessità, garantisce anche aiuti economici di sostegno al reddito familiare. Ci piace definire il nostro servizio un abbraccio: un sostegno concreto tangibile con cui la solitudine è spezzata e la vera libertà, quella del sì alla vita, è resa possibile. I numeri del nostro servizio che alleghiamo ci danno ragione! Non sono grandi cifre, ma nascondono ore di colloquio, tempo dato nel silenzio e nel nascondimento dei nostri centri, fatiche affrontate insieme a mamme che ora, felici, stringono tra le braccia i loro bimbi! Anche in questo anno così faticoso non abbiamo MAI interrotto il nostro servizio garantendo ascolto, aiuti e vicinanza a tante mamme vicine e lontane perché la vita potesse continuare a fiorire anche in un tempo faticoso di dolore e morte.
In bacheca è possibile visionare i numeri riguardanti le attività del CAV

Il Ramo di Mandorlo

Itinerario di formazione per laici, consacrati e clero della Diocesi
Ore 20.30 via streaming da portale della diocesi (www.chiesadimilano.it) , con la presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini
4 febbraio: L’annuncio; i nodi della rete di Pietro: il Web, kairos per offrire il Vangelo? (don Ugo Lorenzi)
11 febbraio: Le relazioni; “ Infettiva-Mente”; i nostri modi di pensare e di sentire sono contagiosi? (don Stefano Guarinelli)
16 febbraio: La carità; “ …l’avete fatto a me”: cosa succede incontrando i poveri? (Silvia Landra)
19 febbraio: La testimonianza; La Chiesa in uscita: … e se la Chiesa fosse già fuori?
(don Roberto Repole)
Ulteriori info sul sito della Diocesi di Milano: www.chiesadimilano.it

Calendario pastorale

Sabato 6 e Domenica 7 al termine delle Ss. messe, vendita delle primule per il C.A.V. in occasione della giornata per la vita.
Raccolta viveri Caritas. Preferibilmente: caffè, marmellata, zucchero, olio, tonno, latte UHT.

Martedì 9 ore 16.45 Catechesi gruppo cresima.

Domenica 14 ore 15.00 catechesi gruppo comunione 1.
ore 16.30 catechesi gruppo comunione 3.

Raccolta della Caritas per l’emergenza profughi in Bosnia: 509 €