Idee per il regalo di Natale

Pedalando per le strade della capitale più di una volta lo sguardo mi si è fermato sulla pubblicità di una catena di grandi magazzini; le immagini che raffigurano persone in atteggiamenti affettuosi sono accompagnate da uno slogan che suona più o meno così: “il valore di un regalo è più grande del suo prezzo”.
Da buon genovese, ingiustamente accusato di “eccessiva parsimonia nello spendere” confusa con una “oculata saggezza nell’uso dei soldi”, ho iniziato a pensare, stimolato dalla necessità di fare qualche regalo nell’imminenza del Natale; ho pensato che oggi, nel nostro mondo, c’è una cosa preziosissima, da regalare, considerata da tutti di grande valore, che viene gestita con attenzione: questa cosa è il tempo. Non è una novità. Un antico adagio dice che “il tempo è denaro”. Se è vera questa equivalenza fra tempo e denaro, allora possiamo provare a trovare alcuni modi per fare dei regali “temporali”. Fra le altre cose mi sembra che il modo di spendere il proprio tempo sia qualificante per la persona, dica molto di chi siamo.
Un primo regalo, grande, (costo orario consigliato 1 ora), può essere quello di una visita a chi soffre o è solo; nella scala del mio caseggiato, in un ricovero per anziani, in ospedale, un mio amico o compagno di studio magari sta attraversando un momento difficile e gradirebbe molto una nostra visita; da soli o, meglio ancora, in coppia; magari anche in gruppo tentando di coinvolgere qualche amico bagnarsi la mano nell’acqua benedetta e fare un segno nel ricordo del nostro battesimo (durata consigliata pochi secondi).
Un altro regalo serio e interessante può essere quello di regalare a chi ne ha bisogno, una preghiera, un rosario o un po’ di Adorazione Eucaristica (costo orario consigliato mezz’ora). Si tratta di infilarsi in una chiesa, fare un segno di croce ben fatto (costo temporale 4 secondi; contare mentalmente), cercare la lampada rossa che indica la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, salutarlo con una genuflessione ben fatta (costo temporale consigliato: 3 secondi: contare mentalmente).
Un terzo regalo me lo ha fatto venire in mente un vescovo. Istruzioni per l’acquisto: accendere il computer, avviare un browser internet, andare sui blog più frequentati o su altri spazi e scrivere un augurio natalizio ricordando che Dio è amore per tutti, che Gesù di Nazareth 2000 anni fa è nato, è morto, è risorto ed è il Figlio di Dio (costo orario minimo 20 minuti.) Questo sarebbe un regalo di verità per molti. Dopo i blog anonimi qualcuno potrebbe trovare coraggio e cominciare a scrivere sui settimanali cattolici o sui quotidiani cittadini, negli spazi per le lettere al direttore.
Un regalo invece lo vorrei chiedere ai personaggi importanti della nostra Italia. Mi è venuto in mente mentre ho partecipato al minuto di silenzio, fatto all’inizio della partita Fiorentina – Inter di qualche settimana fa, nel ricordo della scomparsa della moglie di Prandelli, l’allenatore della squadra gigliata; in quel minuto spero che i credenti, calciatori e tifosi, abbiano pregato!
Ho notato che molti sportivi entrano in campo facendo un segno di croce. A loro, agli attori della TV e del cinema, ai ministri e agli onorevoli, agli industriali ed ai giornalisti, a chi ha avuto la gioia e il merito di diventare famoso ed ha ricevuto il dono della Fede chiedo il regalo di partecipare alla S. Messa nella propria parrocchia, anche se piccola, con tutti gli altri fratelli “meno famosi” agli occhi degli uomini, a confessarsi e a fare la S. Comunione come tutti gli altri; molti già lo fanno… Sarebbe un grande dono per voi stessi e per tutti, un incoraggiamento! Non costa nulla in denaro, 1 ora in termini di tempo.
Tanti altri regali ho in mente. Non li scrivo, li lascio alla vostra fantasia. Ho già speso forse troppo tempo… Un caro augurio per un Santo Natale.

Don Nicolò Anselmi

Quattro Salti in Platea – La Bella e la Bestia

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I 4 Salti in Platea anche in questa occasione, sulla scia del successo del precedente spettacolo, “La Bottega dell’Orefice” di Karol Wojtyla, vorrebbero, insieme a voi caro pubblico, fare una riflessione.
La storia che ci accingiamo a raccontare è una tra le fiabe più conosciute al mondo: “La Bella e la Bestia”.
Leggendo il testo originale in lingua francese, ci siamo accorti della sua estrema attualità e di quanto fosse diverso dalle note versioni cinematografiche e dalle numerose traduzioni italiane.
Tanto per cominciare, un aspetto che ci ha colpiti è stato la modernità di quest’opera. Già nel settecento, infatti, si denunciava la condizione sottomessa della donna e al contempo stesso il suo desiderio di libertà, di cultura e di emancipazione. Oggi come allora l’aspetto fisico e le disponibilità economiche sembrano essere le qualità indispensabili per amare, tuttavia nel settecento come nel 2007 c’è ancora chi, per fortuna, ha il coraggio di andare controcorrente, di non fermarsi alla superficie, di cercare quella bellezza che è verità, valore.
Per concludere, come sosteneva il grande maestro Copeau, «si può fare teatro ovunque, purché ci sia qualcuno che abbia qualcosa da dire (noi) e qualcuno pronto ad ascoltarlo (voi)».
Auguriamo a tutti un buon Natale.

I Quattro Salti in Platea.

Sabato 22/12 – ore 21.00, Sala della Comunità
Ingresso: intero € 6, ridotto € 3 (fino a 11 anni)
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