Attualità

Lettera aperta a P. Francesco dalle realtà imprenditoriali aderenti al Patto ‘Imprese per una Terza Economia’ (incontro Economy of Francesco; Assisi 19-21 novembre).

Santità, mai come nel contesto attuale, lei ha più volte ricordato che è necessario virare verso un nuovo modello di sviluppo economico che sia a servizio dell’uomo e non del profitto, un’economia che promuova la giustizia, che non generi ed esacerbi le disuguaglianze e che attraverso un rinnovato sistema di regole promuova la solidarietà, la fratellanza sociale e la pace. Lei chiama tutti a contribuire a uno sviluppo umano integrale, e noi imprenditori e le nostre imprese vorremmo essere protagonisti di questo cambiamento. In Italia, esiste, non solo una ricca e conosciuta tradizione in questo senso, ma continua a crescere il numero di imprese che hanno adottato lo sviluppo umano, la sostenibilità e l’impatto sociale come pilastri della loro attività economica. Come associazioni di imprese impegnate a generare beneficio e impatto sociali, ci siamo riconosciuti, incontrati e uniti in un Patto che come luogo e spazio dialogo umano e progettuale tra la biodiversità delle nostre imprese, con gli altri attori sociali, con le istituzioni e con il governo. Patto che abbiamo siglato a nome delle associazioni di imprese sociali, imprese cooperative, imprese della economia civile, imprese che promuovono la economia circolare, imprese per una economia di comunione, imprese familiari, imprese che promuovono la responsabilità sociale d’impresa, società benefit, BCorporation Italiane, imprenditori e dirigenti d’azienda cristiani, banche che promuovono la finanza etica e mutualistica, organizzazioni che operano accanto a importanti reti internazionali. Santità, la ringraziamo per i contenuti e gli stimoli che ci mette a disposizione nei suoi Messaggi e nelle sue Lettere encicliche e per le iniziative che porta avanti in tal senso. Le manifestiamo la nostra piena disponibilità e supporto e le confermiamo il nostro impegno. Le auguriamo i migliori risultati nella prossima iniziativa-progetto ‘Economy of Francesco’ che rappresenta a nostro avviso una azione concreta per costruire assieme alle nuove generazioni un nuovo modello economico a misura d’uomo: ci sentiamo anche noi ad Assisi! Augurandoci di essere sempre più imprese impegnate per lo sviluppo umano, le facciamo arrivare la nostra più sentita vicinanza per tutto ciò che ha a cuore.

Calendario pastorale

Mercoledì 25 ore 20.45 Scuola di teologia per laici (in remoto): “ I carismi – ministeri nella Chiesa”.

Sabato 28 ore 15.30 Riunione pre-iscrizioni al primo anno del cammino di catechesi dell’Iniziazione Cristiana per i genitori dei bambini di 2^ elementare, presso la chiesa parrocchiale.

Mercoledì 2/12 ore 20.45 Scuola di teologia per laici (in remoto): “Il mistero eucaristico”.

Sabato 5 e Domenica 6: raccolta alimenti Caritas (Biscotti – Olio – Tonno – Latte UHT).
E’ possibile anche sostituire gli alimenti con un’offerta.

Nuova edizione del messale

Cosa cambia nella messa.

Il segretario della Congregazione del Rito ambrosiano illustra i mutamenti più significativi: l’introduzione della formula «fratelli e sorelle» e le variazioni nei testi del «Gloria», del «Padre nostro» e delle Preghiere eucaristiche.

«Il Messale ambrosiano, specificamente nel Rito della Messa, accoglie le varianti che la terza edizione del Messale romano propone a tutti i fedeli di lingua italiana. Per fare un elenco non esaustivo, si potrebbe dire che una delle novità più impegnative è l’inserimento della dicitura “fratelli e sorelle”, laddove precedentemente – per esempio nella formula penitenziale del “Confesso a Dio onnipotente” o nelle varie monizioni e Preghiere eucaristiche -, si parlava solo di “fratelli”. Questa è una prima indicazione importante perché, da un lato, si viene incontro alla sensibilità sociale odierna e, nello stesso tempo, si sottolinea come vi sia un’attenzione più forte relativamente alla presenza delle donne nella Chiesa».
C’è poi il mutamento nel Padre nostro, molto sentito dalle comunità…
Prima di arrivare al Padre nostro, un piccolo cambiamento va notato nel Gloria, dove l’espressione «uomini di buona volontà» diventa «uomini, amati dal Signore». Indubbiamente la novità che ha fatto più scalpore è l’assunzione della nuova versione del Padre nostro presente nella Bibbia Cei del 2008, che già aveva trasformato «come noi li rimettiamo ai nostri debitori» in «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» e codificato «non abbandonarci alla tentazione» invece di «non ci indurre in tentazione».
Sembrano piccoli mutamenti, ma chiaramente definiscono un orizzonte teologico preciso…
L’aggiunta di quell’«anche» è per rispettare l’andamento del testo, sia greco, sia latino, perché tutto il Messale romano, quindi di conseguenza anche il nostro, vuole essere più attento all’originale. La scelta, poi, del «non abbandonarci alla tentazione» tende a superare il rischio di intendere il «non ci indurre in tentazione» come se Dio volesse provocarci alla tentazione. Quindi, «non abbandonarci» sembrerebbe esprimere meglio il fatto che Dio custodisce il cammino dei suoi fedeli, anche quando sono nella tentazione, ma non permette che siano vinti da questa.
Quando entreranno in vigore le modifiche?
Entrano con la prima domenica di Avvento romano, che è il 29 novembre, e la terza di Avvento ambrosiano, sempre nella stessa data, perché, come sappiamo, l’Avvento ha una durata diversa: nel Rito romano di quattro settimane, nel Rito ambrosiano di sei.
È anche significativo che, nella Preghiera eucaristica II, laddove si diceva «e tutto l’ordine sacerdotale», venga ora specificato «con i presbiteri e i diaconi».
E ancora, nella III, «il collegio episcopale, tutto il clero» divenga «l’ordine episcopale, i presbiteri, i diaconi»…
Le modifiche, anche in questo caso, rispondono a una maggiore aderenza all’originale latino ed esprimono un’ecclesiologia rinnovata. Il caso citato è caratteristico: quando si dice «clero» è chiaro che si includano i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, ma rimane una parola generica e, talvolta, connotata in senso negativo: basti pensare al “clericalismo”. Si è preferito, perciò, elencare i tre gradi di ordinazione: l’ordine episcopale, i presbiteri e i diaconi. Il termine «diaconi» comprende tutti coloro che lo sono e, anzi, potremmo dire che diaconi in senso specifico sono proprio i permanenti.