Calendario parrocchiale

Sabato 5 ore 21.00 “Attenti al Postino”, Spettacolo teatrale presso la Sala della Comunità.

Domenica 6 ore 15.00 inizio catechesi Com 1 e Com 2.

Sabato 5 e domenica 6 Raccolta viveri per la Caritas parrocchiale. Preferibilmente: Tonno – Pelati – Marmellata – Tè – Biscotti – Latte UHT.

Lunedì 7 ore 20.30 inizio catechesi per i pre-ado (medie) – oratorio.

Venerdì 11 ore 21.00 inizio catechesi adolescenti area omogenea.

Giovedì 10 – Domenica 13 Viaggio parrocchiale a Napoli.

Per una riflessione sociopolitica

Nel documento di Limena, un gruppo di cristiani del nord-est ha espresso la propria condizione di disagio sull’Italia di oggi.

“Vi sono stati periodi nella storia recente in cui un mondo migliore è sembrato possibile. Oggi guardiamo al domani con diffidenza e paura. Non possiamo procedere in questo modo. Dobbiamo reagire. Stiamo vivendo tempi fuori dell’ordinario, uno di quei crocevia della storia in cui i contorni essenziali della convivenza vengono ridefiniti. Siamo da ciò obbligati a chiederci tutti: «Che futuro vogliamo per noi e per i nostri figli?». Sappiamo che in periodi come questi ci sono rischi, ma anche nuove opportunità, e che queste ultime potranno realizzarsi solo se proviamo seriamente a riprendere in mano il nostro futuro; se non restiamo a guardare, ma ci facciamo parte attiva e responsabile. Vorremmo porre dapprima cinque questioni fondamentali.”
Inizia così il documento “Il futuro che vogliamo”, scritto da un gruppo di cristiani del nord-est formato da laici e laiche, preti, religiosi e religiose che da novembre 2018 si incontrano a Limena, in provincia di Padova, per riflettere insieme sulla situazione del Paese nel nuovo contesto sociale e politico. Mossi dalla volontà di condividere la propria condizione di disagio nei confronti di certe decisioni politiche e ancor più per il linguaggio usato dalle nuove élites, che per loro hanno il proposito di rendere accettabili orientamenti culturali e morali sconcertanti, il loro obiettivo è quello di capire quanto sta avvenendo, non solo in Italia. I temi che più preoccupano sono il rischio di involuzione autoritaria della democrazia, l’impegno a costruire muri piuttosto che gettare ponti, l’affermarsi di identità che si chiudono su sé stesse. Ma, come cristiani, quello che li colpisce e amareggia di più è che l’individuazione di un nemico esterno, anche se inventato, viene ritenuto più importante del sentimento di compassione. Per questo, serve dar vita a spazi educativi per pensare il nostro tempo alla luce del Vangelo. I temi che nel documento vengono indicati come più urgenti sono:
– ambiente e salvaguardia del creato: va perseguita la logica di uno sviluppo realmente sostenibile;
– eguaglianza: va favorita una più equa distribuzione del reddito;
– contrasto alla povertà, agendo sul complesso delle cause e coinvolgendo le istituzioni e le comunità locali;
– trasformazioni demografiche: la bassa natalità va contrastata, con un fisco e servizi a misura delle nuove generazioni e dunque delle famiglie con figli;
– rapporti tra le generazioni: le politiche dovrebbero impegnarsi a non trasferire sulle generazioni future i problemi dell’oggi;
– educazione: si deve invertire la prolungata tendenza a trascurare la scuola nell’ordine delle priorità pubbliche, prendendo sul serio il compito di trasformare i ragazzi in cittadini;
– economia e finanza: vanno sostenute e irrobustite imprese in grado di creare posti di lavoro qualificati e i mercati finanziari devono essere regolamentati diversamente;
– emigrazioni: per contrastare l’emorragia di giovani verso l’estero, va creato lavoro all’altezza delle aspettative delle nuove generazioni;
– immigrazioni: quelle provenienti dai paesi poveri derivano anche da una richiesta di manodopera per lavori non specializzati di cui ci sarà inevitabilmente bisogno anche nei prossimi decenni. Andrebbe perciò posto fine ai meccanismi prevalenti di ingresso irregolare in Italia, riaprendo i canali di immigrazione regolare per lavoro;
– richiedenti asilo: per gli attuali richiedenti la questione andrebbe risolta al più presto e in modo realistico, per il bene degli italiani e dei richiedenti stessi. Per il futuro la riapertura di una via d’accesso regolare per lavoro renderebbe possibile riservare la via dell’asilo a chi davvero soffre la discriminazione e la guerra;
– integrazione: specialmente per le seconde generazioni – i figli degli immigrati – vanno migliorati i percorsi di integrazione e inclusione, attraverso la scuola, le associazioni della società civile e il riconoscimento della cittadinanza;
– cooperazione internazionale: appare necessario pensare ai Paesi “poveri” non come oggetto di sfruttamento e mercato per le armi, ma come partner effettivi in uno sviluppo sostenibile.

Calendario parrocchiale

Martedì 1/10 ore 17.00 inizio catechesi Com. 3.

Giovedì 3 ore 17.00 inizio catechesi Cresima.

Domenica 6 ore 15.00 inizio catechesi Com. 1 e Com. 2

Sabato 5 e domenica 6 Raccolta viveri per la Caritas parrocchiale. Preferibilmente: Tonno – Pelati – marmellata – Tè – Biscotti – Latte UHT.

Sono aperte le iscrizioni per il Corso sulla Coniugalità per Fidanzati presso il centro di Consulenza per la Famiglia a Magenta.

Calendario parrocchiale

Domenica 22 Festa degli oratori.
Pranzo a Marcallo per gli iscritti.
ore 15.30 Per le elementari: gioco a stand presso l’oratorio
ore 15.30 Per le medie: “ Orapedala”, gioco a stand con la bicicletta tra i paesi
ore 15.30 inizio dall’oratorio di Marcallo; ore 16.30 partenza per l’oratorio di Mesero; ore 17.45 partenza per l’oratorio di Boffalora; ore 19.00 pizzata e visione delle foto delle vacanze estive; ore 21.30 rientro nei propri oratori utilizzando i pullmini – le bici verranno trasportate sui pullmini -.

Mercoledì 25 ore 20.45 Scuola di teologia per laici: “Sentimento religioso e bisogno spirituale oggi”.

Giovedì 26 ore 21.00 riunione per i partecipanti al viaggio a Napoli (salone sottostante la chiesa parrocchiale – ingresso V. P. Giovanni XXIII).
ore 21.00 “Oltre il mare- corridoi umanitari”- incontro con Paolo Lambruschi , giornalista di Avvenire, presso la Sala Virga, biblioteca comunale, Largo Pertini, 2- Inveruno. A cura de la “Caritas Ambrosiana”.

Da Lunedì 30 settembre inizio GIORNATE EUCARISTICHE.

Non si tratta solo di migranti – Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

Messaggio di Papa Francesco per la 105ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

“Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la “globalizzazione dell’indifferenza”. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali. L’atteggiamento nei loro confronti rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto.”
Nel messaggio per la 105a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che sarà celebrata il 29 settembre 2019, Papa Francesco invita a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Il titolo, Non si tratta solo di migranti, vuole trasmettere il messaggio che interessandoci di loro ci interessiamo anche di tutti noi; prendendoci cura di loro cresciamo tutti; ascoltando loro diamo voce anche a quella parte di noi che teniamo nascosta perché non è ben vista.
“Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure. […] Il problema non è il fatto di avere dubbi e timori. Il problema è quando questi condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche – senza accorgercene – razzisti. E così la paura ci priva del desiderio e della capacità di incontrare l’altro, la persona diversa da me; mi priva di un’occasione di incontro col Signore.”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta della carità. Attraverso le opere di carità dimostriamo la nostra fede (cfr Gc 2,18). E la carità più alta è quella che si esercita verso chi non è in grado di ricambiare e forse nemmeno di ringraziare.”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta della nostra umanità. […] Come Gesù stesso ci insegna (cfr Mt 9,35-36; 14,13-14; 15,32-37), avere compassione significa riconoscere la sofferenza dell’altro e passare subito all’azione per lenire, curare e salvare. Avere compassione significa dare spazio alla tenerezza, che invece la società odierna tante volte ci chiede di reprimere.”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta di non escludere nessuno. Il mondo odierno è ogni giorno più elitista e crudele con gli esclusi. […] Lo sviluppo esclusivista rende i ricchi più ricchi e i poveri più poveri. Lo sviluppo vero è quello che si propone di includere tutti gli uomini e le donne del mondo, promuovendo la loro crescita integrale, e si preoccupa anche delle generazioni future.”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta di mettere gli ultimi al primo posto. Gesù Cristo ci chiede di non cedere alla logica del mondo, che giustifica la prevaricazione sugli altri per il mio tornaconto personale o quello del mio gruppo: prima io e poi gli altri! Invece il vero motto del cristiano è prima gli ultimi!”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta di tutta la persona, di tutte le persone. In ogni attività politica, in ogni programma, in ogni azione pastorale dobbiamo sempre mettere al centro la persona, nelle sue molteplici dimensioni, compresa quella spirituale. E questo vale per tutte le persone, alle quali va riconosciuta la fondamentale uguaglianza.”
“Non si tratta solo di migranti: si tratta di costruire la città di Dio e dell’uomo. […] Si tratta di vedere noi per primi e di aiutare gli altri a vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale, un mondo più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo.”
Per Papa Francesco, la sfida delle migrazioni va affrontata con quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Ma queste non sono valide solo nei confronti dei rifugiati, valgono per tutti gli abitanti delle periferie esistenziali. Quella che è in gioco non è solo la causa dei migranti, ma anche quella di tutti noi, del presente e del futuro dell’umanità. Attraverso i migranti il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio.