La sala della comunità e la sue novità

La sala della comunità riprende il suo viaggio tra teatro e formazione con nuovi appuntamenti che vanno dalla Scuola di Teologia alla rassegna stessa. Vi ricordiamo di segnare in agenda il 24 febbraio ore 21 “La vita l’è ul tran tran da tucc i di” della Dialettale Inverunese, spettacolo abbinato al nostro progetto triennale “La Sala della Comunità è anche mia”, una parte del ricavato andrà per sostenere migliorie strutturali del cineteatro. Questa compagnia è parte della nostra storia, loro ormai sono di casa, quasi “dei cugini”che con il loro entusiasmo mantengono viva la tradizione.
Per quest’ultimo spettacolo è prevista la prevendita dei biglietti domenica 18 febbraio dalle 15.30 alle 18.00.
Un dolce spettacolo. Per sostenere la nostra sala alcune mamme si sono proposte per preparare dei dolci da vendere se l’offerta è ancora valida date il vostro nominativo a Lorena.
I miei primi 20 anni. Ultima notizia, nel 2019 ricorreranno i 20 anni dall’apertura della Sala della Comunità, per tale motivo volevamo organizzare una mostra dal titolo “i miei primi 20 anni” quindi se avete foto, filmini, registrazioni cominciate a cercarli nei vostri cassetti della memoria più avanti vi daremo maggiori dettagli.
Per concludere ricordiamo che la Sala cerca sempre “nuova linfa” per la biglietteria, la sicurezza, le pulizie, i tecnici, basta dare il proprio nominativo a Don Romeo o a Daniela. È una bella opportunità per stare insieme, per crescere e far crescere, facendo un servizio alla comunità, non abbiate paura e fatevi avanti vi aspettiamo con gioia.
I volontari della sala

Calendario pastorale

Nel periodo di quaresima saranno disponibili alcune copie in più del quotidiano “Avvenire” con i
relativi inserti. Invitiamo a utilizzare questo strumento per accedere ad una informazione che abbia una lettura di taglio cristiano.

Lunedì 19 ore 21.00 Corso in preparazione al matrimonio presso la chiesa parrocchiale di Marcallo.

Sabato 24 ore 18.00 S. Messa e momento conviviale per il termine del corso pre-matrimoniale,
presso la chiesa parrocchiale di Marcallo.
ore 21.00 “Dialettale Inverunese” presso la Sala della Comunità.

Domenica 25 ore 15.30 prima confessione del gruppo di 4^ elementare.

Sabato 3/03 dopo la S. Messa delle ore 17.30 si terrà la “catechesi dei 10 minuti”.
ore 21.00 “ Il Melograno “ presso la Sala della Comunità.

Calendario pastorale

Lunedì 12 ore 21.00 Corso in preparazione al matrimonio presso il Santuario della Famiglia.

Martedì 13 ore 21.00 riunione commissione liturgica presso la casa parrocchiale.

Mercoledì 14 ore 21.00 Scuola teologia per laici presso la sala della comunità: Vangelo di Marco.
L’incontro è aperto ai giovani e a tutti gli operatori della parrocchia.

Giovedì 15 ore 21.00 incontro pubblico sul tema del “Biotestamento” e fine vita, presso la sala Consiliare del comune di Magenta. Relatore don Roberto Colombo, laureato in medicina e docente presso l’ Università cattolica del Sacro Cuore di Roma ed esperto in bioetica.

Domenica 18 Nel periodo di quaresima saranno disponibili alcune copie in più del quotidiano “Avvenire” con i relativi inserti. Invitiamo a utilizzare questo strumento per accedere ad una informazione che abbia una lettura di taglio cristiano.
ore 15.00 laboratorio di carnevale presso l’oratorio.
ore 15.00 ritiro a cura dell’Azione Cattolica Adulti presso la chiesa parrocchiale. tema: il capitolo 5 dell’Evangelii Gaudium. Programma: ore 15.15 riflessione – ore 16.00 preghiera personale – ore 16.30 scambio nella fede – ore 17.00 preghiera conclusiva.

Calendario pastorale

Lunedì 5 ore 21.00 Corso in preparazione al matrimonio presso il Santuario della Famiglia.

Mercoledì 7 ore 21.00 Scuola teologia per laici presso la sala della comunità: Vangelo di Matteo
L’incontro è aperto ai giovani e a tutti gli operatori della parrocchia.

Giovedì 8 ore 20.45 per CPP: incontro: «Il discernimento: esercizio alto di sinodalità» (Gualtiero Sigismondi) – presso la chiesa parrocchiale di San Vittore in Rho (p.zza San Vittore).

Sabato 10 ore 21.00, presso la nostra sala, spettacolo esilarante dal titolo “Moka” a cura della compagnia Fuoriscena di Monza. Si tratta di un gruppo di giovani umanamente ed artisticamente brillanti con esperienza di volontariato “teatrale” persino in Brasile. È il quarto anno che sono presenti nella rassegna e questa volta lo saranno a sostegno del nostro progetto triennale “La sala della Comunità è anche mia”. Speriamo che il loro impegno venga ripagato dalla nostra attiva partecipazione. Troverete maggiori dettagli sulle bacheche infondo alla Chiesa o alla bacheca del teatro.

Domenica 11 ore 12.30 “pranzo in festa” di carnevale in oratorio.

Messaggio di Papa Francesco per la XXVI Giornata Mondiale del malato – 11 febbraio

Cari fratelli e sorelle,
il servizio della Chiesa ai malati e a coloro che se ne prendono cura deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore (cfr Lc 9,2-6; Mt 10,1-8; Mc 6,7-13) e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro. Quest’anno il tema della Giornata del malato ci è dato dalle parole che Gesù, innalzato sulla croce, rivolge a sua madre Maria e a Giovanni: «“Ecco tuo figlio … Ecco tua madre”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» (Gv 19,26-27).

1. Queste parole del Signore illuminano profondamente il mistero della Croce. Essa non rappresenta una
tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà
d’amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo.
Innanzitutto, le parole di Gesù danno origine alla vocazione materna di Maria nei confronti di tutta l’umanità.
Lei sarà in particolare la madre dei discepoli del suo Figlio e si prenderà cura di loro e del loro cammino. E noi sappiamo che la cura materna di un figlio o una figlia comprende sia gli aspetti materiali sia quelli
spirituali della sua educazione.
Il dolore indicibile della croce trafigge l’anima di Maria (cfr Lc 2,35), ma non la paralizza. Al contrario, come Madre del Signore inizia per lei un nuovo cammino di donazione. Sulla croce Gesù si preoccupa della Chiesa e dell’umanità intera, e Maria è chiamata a condividere questa stessa preoccupazione. Gli Atti degli Apostoli, descrivendo la grande effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, ci mostrano che Maria ha iniziato a svolgere il suo compito nella prima comunità della Chiesa. Un compito che non ha mai fine.

2. Il discepolo Giovanni, l’amato, raffigura la Chiesa, popolo messianico. Egli deve riconoscere Maria come propria madre. E in questo riconoscimento è chiamato ad accoglierla, a contemplare in lei il modello del discepolato e anche la vocazione materna che Gesù le ha affidato, con le preoccupazioni e i progetti che ciò comporta: la Madre che ama e genera figli capaci di amare secondo il comando di Gesù. Perciò la vocazione materna di Maria, la vocazione di cura per i suoi figli, passa a Giovanni e a tutta la Chiesa. La comunità tutta dei discepoli è coinvolta nella vocazione materna di Maria.

3. Giovanni, come discepolo che ha condiviso tutto con Gesù, sa che il Maestro vuole condurre tutti gli
uomini all’incontro con il Padre. Egli può testimoniare che Gesù ha incontrato molte persone malate nello spirito, perché piene di orgoglio (cfr Gv 8,31-39) e malate nel corpo (cfr Gv 5,6). A tutti Egli ha donato misericordia e perdono, e ai malati anche guarigione fisica, segno della vita abbondante del Regno, doveogni lacrima viene asciugata.
Come Maria, i discepoli sono chiamati a prendersi cura gli uni degli altri, ma non solo. Essi sanno che il
cuore di Gesù è aperto a tutti, senza esclusioni. A tutti dev’essere annunciato il Vangelo del Regno, e a tutti coloro che sono nel bisogno deve indirizzarsi la carità dei cristiani, semplicemente perché sono persone, figli di Dio.

4. Questa vocazione materna della Chiesa verso le persone bisognose e i malati si è concretizzata, nella
sua storia bimillenaria, in una ricchissima serie di iniziative a favore dei malati. Tale storia di dedizione non va dimenticata. Essa continua ancora oggi, in tutto il mondo. Nei Paesi dove esistono sistemi di sanità pubblica sufficienti, il lavoro delle congregazioni cattoliche, delle diocesi e dei loro ospedali, oltre a fornire cure mediche di qualità, cerca di mettere la persona umana al centro del processo terapeutico e svolge ricerca scientifica nel rispetto della vita e dei valori morali cristiani.
Nei Paesi dove i sistemi sanitari sono insufficienti o inesistenti, la Chiesa lavora per offrire alla gente quanto più è possibile per la cura della salute, per eliminare la mortalità infantile e debellare alcune malattie a larga diffusione. Ovunque essa cerca di curare, anche quando non è in grado di guarire. L’immagine della Chiesa come “ospedale da campo”, accogliente per tutti quanti sono feriti dalla vita, è una realtà molto concreta, perché in alcune parti del mondo sono solo gli ospedali dei missionari e delle diocesi a fornire le cure necessarie alla popolazione.

5. La memoria della lunga storia di servizio agli ammalati è motivo di gioia per la comunità cristiana e in
particolare per coloro che svolgono tale servizio nel presente. Ma bisogna guardare al passato soprattutto per lasciarsene arricchire. Da esso dobbiamo imparare: la generosità fino al sacrificio totale di molti fondatori di istituti a servizio degli infermi; la creatività, suggerita dalla carità, di molte iniziative intraprese nel corso dei secoli; l’impegno nella ricerca scientifica, per offrire ai malati cure innovative e affidabili.
Questa eredità del passato aiuta a progettare bene il futuro. Ad esempio, a preservare gli ospedali cattolici dal rischio dell’aziendalismo, che in tutto il mondo cerca di far entrare la cura della salute nell’ambito del mercato, finendo per scartare i poveri. L’intelligenza organizzativa e la carità esigono piuttosto che la persona del malato venga rispettata nella sua dignità e mantenuta sempre al centro del processo di cura.
Questi orientamenti devono essere propri anche dei cristiani che operano nelle strutture pubbliche e che
con il loro servizio sono chiamati a dare buona testimonianza del Vangelo.

6. Gesù ha lasciato in dono alla Chiesa la sua potenza guaritrice: «Questi saranno i segni che
accompagneranno quelli che credono: […] imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,17-
18). Negli Atti degli Apostoli leggiamo la descrizione delle guarigioni operate da Pietro (cfr At 3,4-8) e da
Paolo (cfr At 14,8-11).
Al dono di Gesù corrisponde il compito della Chiesa, la quale sa che deve portare sui malati lo stesso
sguardo ricco di tenerezza e compassione del suo Signore. La pastorale della salute resta e resterà sempre un compito necessario ed essenziale, da vivere con rinnovato slancio a partire dalle comunità parrocchiali fino ai più eccellenti centri di cura.
Non possiamo qui dimenticare la tenerezza e la perseveranza con cui molte famiglie seguono i propri figli, genitori e parenti, malati cronici o gravemente disabili. Le cure che sono prestate in famiglia sono una testimonianza straordinaria di amore per la persona umana e vanno sostenute con adeguato
riconoscimento e con politiche adeguate. Pertanto, medici e infermieri, sacerdoti, consacrati e volontari,
familiari e tutti coloro che si impegnano nella cura dei malati, partecipano a questa missione ecclesiale. E’ una responsabilità condivisa che arricchisce il valore del servizio quotidiano di ciascuno.

7. A Maria, Madre della tenerezza, vogliamo affidare tutti i malati nel corpo e nello spirito, perché li sostenga nella speranza. A lei chiediamo pure di aiutarci ad essere accoglienti verso i fratelli infermi. La Chiesa sa di avere bisogno di una grazia speciale per poter essere all’altezza del suo servizio evangelico di cura per i malati.
Perciò la preghiera alla Madre del Signore ci veda tutti uniti in una insistente supplica, perché ogni membro della Chiesa viva con amore la vocazione al servizio della vita e della salute. La Vergine Maria interceda per questa XXVI Giornata Mondiale del Malato; aiuti le persone ammalate a vivere la propria sofferenza in comunione con il Signore Gesù, e sostenga coloro che di essi si prendono cura. A tutti, malati, operatori sanitari e volontari, imparto di cuore la Benedizione Apostolica.