Avvisi:

Sono aperte le iscrizioni per il corso fidanzati (area omogenea), che inizierà nel mese di gennaio.
Rivolgersi in parrocchia entro il 18 dicembre. Contatti: parroco@parrocchiadimesero.it  –
Tel. 0239197246

Tre giorni sulla neve per le famiglie dell’area omogenea a S Caterina Valfurva, dal 19 al 22 Gennaio
(è possibile non fare tutti i giorni) , presso La Benedicta.
Info e iscrizioni da Anna : annafuse@libero.it

Il Museo diocesano di Milano festeggia i suoi 15 anni con una esposizione de “ L’adorazione dei magi”
di Albrecht Durer (prestito della Galleria degli Uffizi di Firenze). Info 0289420019 – mail:
info.biglietteria@museodiocesano.it

Calendario pastorale

Domenica 4/12 Domenica insieme 5°elementare
S. Messa ore 10.30, pranzo al sacco per i ragazzi in oratorio, a seguire giochi.
ore 15.00 incontro genitori di 5° presso l’oratorio
ore 16.00 conclusione con merenda.
La scuola Scuola Materna don Giuseppe Airaghi sarà presente
con un gazebo in Piazza Europa, dove potrete acquistare dei lavoretti natalizi.

Martedì 6 ore 21.00 incontro giovanissimi presso l’oratorio di Marcallo

Mercoledì 7 LA MESSA DELLE 8.00 E’ SOSPESA.
ore 8.30 s. messa presso santuario S. Gianna
ore 17.30 s. messa vigiliare

Giovedì 8 IMMACOLATA
Le messe seguono l’orario festivo
Al termine delle ss. messe (vigilare compresa) banco vendita dei lavori di Natale. Il ricavato servirà per le necessità della parrocchia.

Intervista. Bagnasco: il Giubileo della misericordia finisce, il suo messaggio continua

Eminenza, cos’abbiamo imparato in questo Giubileo?
Il Giubileo non è una storia che si chiude e si archivia, ma l’inizio di un nuovo viaggio. Al di là dell’indubbio successo di un’iniziativa che ha portato a Roma oltre 20 milioni di pellegrini e che sul territorio ha visto una capillare mobilitazione della Chiesa a ogni livello, un bilancio più interiore di questo Anno andrà tracciato senza fretta, pregando e riflettendo. L’esperienza che abbiamo vissuto è stata intensa, un viaggio dentro la misericordia divina, dono e invito a rigenerare nella sua luce le nostre relazioni personali e gli stessi legami sociali. Trovo in questo primo frutto il segno inconfondibile della grandezza e della luminosità dell’intuizione del Santo Padre.
Cos’ha voluto dirci il Papa con il Giubileo?
Il Santo Padre l’ha voluto sulla scorta della profonda persuasione che solo alla scuola della misericordia – comandamento e cuore stesso di Dio – il nostro mondo può ritrovare la speranza e percorrere la via della pace. Senza misericordia ci si affida a una giustizia solo formale che non rende ragione dei bisogni più profondi dell’uomo e, tutt’al più, dà a ciascuno il suo senza tenere conto della sete di comprensione, amicizia e perdono che c’è nel cuore di ogni persona. Il Giubileo della misericordia ci ha davvero insegnato a guardare le persone e le cose comprendendole più a fondo. E ci è risultato chiaro che questo ci avvicina alla verità molto più dell’indifferenza o del rancore.
La formula del “Giubileo diffuso”, con Porte Sante in cattedrali, santuari e parrocchie ma anche in mense per i poveri, hospice e nelle carceri, si è rivelata fruttuosa?
Innanzitutto, ci ha ricordato che il centro sta dove abita Dio e che Egli dimora anzitutto negli ultimi. Anche in questo il Papa ha mostrato tutta la sua sapienza pastorale, rendendo evidente che – come dice Gesù alla Samaritana – Dio non lo si adora in un posto più che in un altro, poiché egli cerca adoratori in spirito e verità. E per ricevere misericordia si deve servirlo nel luogo in cui ci ha posti e amarlo nelle persone che abbiamo a fianco. Questa consapevolezza, impressa nel cuore stesso dell’Anno Santo, ci aiuta a mantenere viva una fonte permanente di conversione, di rinnovamento e di crescita, che si rivelerà efficace in ogni attività ecclesiale, nella stessa missione evangelizzatrice della Chiesa e anche nella nostra vita di credenti chiamati da Dio alla santità.
Alla luce dell’esperienza realizzata sin qui, a cosa è servito dunque un Anno Santo dedicato alla misericordia?
Le parole della fede – redenzione, peccato, grazia, croce, misericordia, perdono, cielo … – sono parole antiche, che hanno attraversato i secoli illuminando generazioni, ispirando i santi e sostenendo i martiri. Queste parole sono giunte fino a noi e ci chiedono di custodirle come care, di non barattarle con niente, di non tradirle. Ecco: il Giubileo ci ha fatto riscoprire la bellezza concreta e affascinante di queste parole che oggi rischiano di svuotarsi nella nebbia liquida del pensiero: l’ Anno giubilare ci ha spinti a chiederci se Dio c’entra ancora con la nostra vita oppure, insensibilmente, è diventando come un soprammobile che arreda la quotidianità. È arrivato il momento di dare una risposta. La conclusione nelle diocesi del Giubileo, in attesa della sua chiusura domenica prossima con il Papa in San Pietro, cade nell’anniversario esatto del giorno in cui terminò il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze. Cosa resta di quell’evento? Quella di Firenze è stata una bella pagina di Chiesa – preparata a lungo e con un’ampia partecipazione, quasi un anticipo della fraternità vissuta nell’esperienza giubilare – attraverso la quale abbiamo toccato la ricchezza e la bellezza della comunione. La sinodalità sperimentata dai partecipanti al convegno ne rappresenta l’esito forse più prezioso. Ed è la via che molte diocesi e comunità locali stanno percorrendo, valorizzandone la bellezza e l’utilità. Abbiamo capito che tutti siamo posti sotto l’obbedienza di Cristo e al tempo stesso siamo spinti all’ascolto vicendevole, al discernimento comunitario e all’azione comune.
Ma cos’ha insegnato Firenze ai cattolici italiani?
Credo che, a conti fatti, abbiamo imparato che le cose, la vita, il mondo, gli altri vanno guardati con gli occhi di Dio che è misericordia, cioè verità e amore, e con la fiducia che tutto può essere corretto e migliorato, che tutto può rinascere. Ma c’è un messaggio forse più profondo che ci arriva da Firenze e dal Giubileo.
Quale?
L’Anno Santo e il Convegno ecclesiale, ciascuno con la propria peculiarità, ci hanno incoraggiati a chiederci come aiutare l’uomo di oggi a ritrovare il suo volto, troppo spesso deturpato. Nelle nostre comunità constatiamo che, sotto le apparenze, brulica la vita silenziosa e umile fatta di famiglia, lavoro, di onestà senza prezzo, di amore fino al sacrificio, di eroismi che non fanno notizia. Questa umanità vera e concreta incontra la misericordia divina che la risana, la abbraccia e ne guida i passi sulle strade del mondo, quelle già note e le nuove che ci attendono.
E qual è oggi la sfida che attende i credenti che simbolicamente escono dalla porta giubilare verso il mondo?
Sulla fragilità estrema, talora drammatica e angosciante, cui questo clima culturale predominante consegna le persone, il messaggio giubilare della misericordia ci consegna grandi scoperte interiori e umane: un patrimonio forse invisibile, ma che sono certo non tarderà a mostrare i suoi primi effetti di umanizzazione della società e di rilancio missionario
nell’azione della Chiesa. Annunciano già questa primavera promessa le tante opere di misericordia fattiva che restano un po’ dovunque nelle nostre diocesi come eredità permanente del Giubileo. Per questo dico che l’Anno Santo finisce, ma in realtà il suo messaggio continua a chiamarci.

Avvisi:

Per la prenotazione delle messe o altri certificati è possibile recarsi presso la casa parrocchiale al Lunedì dalle ore 9.30 alle ore 10.30.
Per chi non potesse in questi orari è possibile recarsi in casa parrocchiale anche in altri giorni, dopo le 9.30 e dopo le 14.30, escluso martedì (i sacerdoti sono in decanato).
Naturalmente la presenza del sacerdote è dipesa da altri impegni.
E’ possibile prenotare messe o richiedere documenti anche telefonando al 0239197246.