Viaggio parrocchiale in Normandia

Viaggio parrocchiale dal 17 al 20 ottobre.

La Normandia è una terra meravigliosa: alterna coste frastagliate, con imponenti scogliere bianche a picco sul mare turchese, a distese di prati verdi, dolci pascoli e i luoghi immortalati dai grandi pittori impressionisti. La sua tavola, con prodotti della terra e del mare, solletica i palati più raffinati ed è bagnata dal profumato liquore Calvados. Le grandi cattedrali gotiche, i borghi di pescatori e i luoghi della seconda guerra mondiale, rendono un viaggio in Normandia davvero speciale, capace di regalare emozioni molto diverse. E’ un itinerario completo, che abbraccia ogni angolo di questa regione così ricca e variegata: dalla natura all’arte, dal cibo alla tradizione, dalla storia alla cultura, in un susseguirsi mai scontato di ambienti e luoghi da visitare.

Località: Rouen – Caen – Spiagge dello sbarco – Arromanches – Bayeux – Mont Saint Michel – Lisieux – Giverny.

Locandine informative presso le bacheche in chiesa parrocchiale o su sito www.parrocchiadimesero.it

Iscrizioni entro lunedì 17 giugno 2024 con le modalità descritte sulle locandine.

Calendario pastorale

Martedì 4/6 ore 21.00 presso il Cineteatro Agorà, V S. Remigio, Sedriano: Incontro a cura dell’Azione Cattolica: “Uno sguardo sull’Europa tra politica e cittadinanza”. Relatore Gianni Borsa, giornalista, corrispondente dell’agenzia SIR (CEI) da Bruxelles. Un dialogo in vista delle elezioni europee.

Sabato 1 e domenica 2: Raccolta alimenti Caritas. Preferibilmente: tè, zucchero, caffè, tonno, pelati, olio oliva, latte UHT.

Lunedì 10 Inizio oratorio estivo.

Quale futuro per il cristianesimo ?

Oggi nei confronti del “mondo cristiano” c’è più indifferenza che un atteggiamento ostile

Sempre di nuovo è attuale la domanda posta da Gesù: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8). In particolare, tale interrogativo deve inquietarci in questo nostro tempo di crisi del cristianesimo, della diminuzione della sua presenza, della sua “esculturazione” dal nostro Occidente. Il teologo francese Jean-Marie Tillard, quale testamento di una vita spesa nel dialogo teologico ecumenico tra le Chiese, alla fine del secolo scorso lasciava uno scritto appassionato dal titolo significativo: Siamo gli ultimi cristiani?
Ma già il teologo Joseph Ratzinger nel 1969 e, più recentemente in qualità di pontefice, aveva cercato di rispondere alla domanda circa il futuro della fede e con profetica capacità visionaria indicava come ipotesi feconda quella di una Chiesa di minoranza; una Chiesa piccola comunità di fedeli, povera e spogliata di tanti privilegi accumulati nella storia ma libera perché creativa; una Chiesa non settaria, capace di essere lievito fino a orientare la società. Benedetto XVI ha sempre creduto nelle minoranze creative, e sperava che l’evolversi della crisi conducesse a questa nuova forma del vivere la Chiesa.
Altri ancora, soprattutto nell’area culturale francese e mitteleuropea, hanno cercato risposte e formulato ipotesi diverse in merito.
Molto conosciute e riprese le quattro ipotesi di Maurice Bellet (2001).
La prima prevede la scomparsa del cristianesimo senza troppi sussulti né lamenti: una sorta di arretramento indolore nel quale il cristianesimo rimarrà nella memoria per i suoi monumenti, le opere d’arte e alcuni testi di sapienza antica.
La seconda ipotesi, non molto dissimile dalla precedente, intravede il cristianesimo morto come fede, ma presente nella società con i suoi valori.
La terza ipotesi non vede vicina la fine della fede cristiana e delle Chiese, ma pensa a un loro trascinarsi nella storia senza profezia: una presenza che soddisfa il bisogno religioso e, dunque, mantiene i riti e le modalità della religione.
L’ultima, infine, quella che l’autore si augura per il cristianesimo, è una sua ripresa da capo, una sua rinascita grazie all’unica Parola di vita, il Vangelo. Solo da un nuovo inizio, infatti, la fede cristiana potrà di nuovo divampare come fuoco e dare una nuova forma al vivere la Chiesa.
(…) Che cosa esplicitare oggi? Con il ministero petrino di Francesco sono stati messi in moto alcuni processi, che vanno riconosciuti: la vita della Chiesa ha ripreso una dinamica che, se non si fermerà e giungerà ad alcune realizzazioni di riforma, aiuterà i cristiani ad attraversare la crisi e a vivere nella storia come minoranza profetica eloquente. Se, però, questi processi rimarranno solo abbozzi o, peggio, parole, credo che la delusione sarà tale che la vita della Chiesa ne resterà debilitata in modo grave e la diaspora già esistente diventerà addirittura non leggibile, non più sentita come presenza.
Anche perché la novità di questi ultimi anni è proprio l’ “esculturazione” del cristianesimo e della Chiesa, non possiamo ignorarlo. Basta conoscerei mass media per rendersi conto che in essi ormai non appaiono più “notizie”
riguardanti la fede e la Chiesa, se non quelle che provocano scandalo, mentre le correnti culturali non tengono più conto delle voci e degli eventi cristiani.
Mi permetto solo di far notare che tra i consigli di cento libri da leggere apparsi in occasione del Natale su un noto inserto culturale italiano, non appariva nessun testo di autori cristiani. Ormai “il mondo cristiano”, che nel mondo non c’è più, è ignorato senza ostilità ma nella forma dell’indifferenza. Ecco qual è, a mio avviso, il problema della nostra presenza tra gli umani: l’indifferenza.
Se non sapremo più evidenziare la differenza cristiana allora, come sale che ha perso il suo sapore, come fuoco sepolto dalla cenere, non saremo più in grado di dire qualcosa di significativo nella compagnia degli uomini.
La differenza cristiana richiede anzitutto la fede in Gesù Cristo vivente perché Risorto, una fede nel Regno che viene.
Ma oltre a questo primato della fede, nutrita alla fonte del Vangelo, occorrerà l’edificazione di comunità che siano davvero tali: veri luoghi di amore reciproco e di servizio degli ultimi; comunità che vivano la sinodalità, il camminare insieme in una comunione plurale; comunità che non si isolano, non diventano settarie, ma stanno con simpatia e spirito di fraternità in mezzo agli uomini e alle donne del nostro tempo. Solo in questo modo si potrà dare una risposta credibile alle più svariate forme di populismo che «riducono i simboli religiosi a marcatoti culturali identitari che non sono associati a una pratica religiosa», come osserva Olivier Roy nel recente saggio L’Europa è ancora cristiana?
Se il Vangelo fornirà l’ispirazione profonda alla vita cristiana, sarà manifesto a tutti che i credenti sono uomini e donne riuniti in una nuova comunione: è in questa semplice e radicale differenza che consiste la dimensione pubblica e comunitaria della prassi evangelica. Dunque una comunità cristiana che nel mondo non “sta contro” il mondo, animata da una logica di concorrenza e contrapposizione.
Scriveva provocatoriamente Friedrich Nietzsche alla fine del XIX secolo: «Già la parola “cristianesimo” è un equivoco: infondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce. L'”Evangelo” morì sulla croce. […]
Soltanto la pratica cristiana, una vita come la visse colui che morì sulla croce, soltanto questo è cristiano. Ancora oggi una tale vita è possibile, per certi uomini è persino necessaria: l’autentico, originario cristianesimo sarà possibile in tutti i tempi. Non una credenza, bensì un fare, soprattutto un non-fare-molte-cose, un diverso essere».
Il cristianesimo è nato da una grande crisi: quella di Gesù e dei suoi discepoli la sera dell’ultima cena, con il tradimento da parte di uno di loro. Dobbiamo esserne certi: il Signore Gesù ci ha preceduti nella crisi, dunque in essa non ci abbandona.

Enzo Bianchi

Calendario pastorale

Martedì 14 ore 21.00 catechesi giovani.

Mercoledì 15 : ore 8.15 partenza da V. P. Giovanni XXIII per il pellegrinaggio a Treviglio e Caravaggio.

Sabato 18 ore 10.00 Confessioni cresimandi e prove celebrazione della Cresima. Possibilità delle confessioni per i genitori.
ore 10.00 – 11.30 Apertura segreteria oratorio per la consegna dei moduli d’ iscrizione all’oratorio estivo.

Domenica 19 ore 15.00 catechesi gruppi comunione 1 – comunione 2 – comunione 3.
ore 15.00 – 16.30 Apertura segreteria dell’oratorio per la consegna dei moduli d’iscrizione all’ oratorio estivo.
ore 15.30 Riunione presso l’oratorio per i collaboratori adulti dell’oratorio estivo.

Martedì 21 ore 21.00 Catechesi 18/19 enni.

Giovedì 23 ore 21.00 Incontro organizzato dalla parrocchie dell’area omogenea:
“Un’esperienza di bellezza. L’iconografia mariana bizantina”.
Interviene: Vincenzo Nembrini, promotore culturale specializzato in storia e arte cristiana mediorientale e dell’Europa dell’Est.
Sala Mons. Portaluppi, oratorio di Boffalora.

Martedì 4/6 ore 21.00 presso il Cineteatro Agorà, V S. Remigio, Sedriano: Incontro a cura dell’Azione Cattolica: “Uno sguardo sull’Europa tra politica e cittadinanza”. Relatore Gianni Borsa, giornalista, corrispondente dell’agenzia SIR ( CEI) da Bruxelles. Un dialogo in vista delle elezioni europee.

Lavori sulle strutture parrocchiali

Nelle prossime settimane partiranno i lavori di rifacimento delle fognature e del piazzale degli appartamenti in V. P. Giovanni XXIII, 4.
A settembre si provvederà alla sostituzione della copertura in eternit, ormai deteriorata, della Sala della Comunità.