Tempo di Avvento

L’invito a centrare l’attenzione sul “Signore che viene” ci è rivolto come sempre dalla Liturgia della Chiesa, che ci ricorda la parola dei profeti, Parola di Dio, ma – quest’anno in modo più marcato – anche dal tempo che viviamo, con tutte le sue incertezze e contraddizioni (l’inganno disonesto di mammona-denaro che ha mandato in crisi il mondo intero, l’illusione dei moderni mezzi della tecnica e della scienza incapaci di dare gioia e sicurezza, la confusione mentale…).
Il Signore viene, viene a salvarci, non ci lascia perdere… perché non creare nella mente e nel cuore le condizioni giuste per accoglierlo? Vogliamo o non vogliamo una vita bella, la gioia, la pace, la salvezza?
L’attesa (atteggiamento tipico dell’Avvento) può avere i connotati del maggiore silenzio in noi e attorno a noi (mettere un po’ a tacere TV, radio, internet, chiacchiere e letture inutili, passioni egoistiche…) per dare più spazio all’ascolto (calma, attenzione alle persone care, rispetto e aiuto per il prossimo, preghiera personale, Eucaristia, lettura della Bibbia…).

Don Giuseppe Colombo

Giornate Eucaristiche o Quarantore… Quale bilancio?

Fruttuosa la partecipazione per chi già è assiduo all’Eucaristia: luce nuova dalla predicazione, gioia dalla comunione e dalla riconciliazione con Dio, pace dalla adorazione personale… Bella la presenza dei ragazzi con le loro catechiste…
Scarsa però la presenza degli adolescenti, dei giovani e degli adulti… dell’età di mezzo. In particolare vorrei dire ai genitori che chiedono il battesimo, la Prima Comunione e la Cresima per i loro figli: solo se vi alimentate della vita umana di Gesù (il suo Corpo e il suo Sangue… la sola vita umana piena di Spirito Santo) potrete farla circolare nella vostra famiglia, potrete trasmetterla ai vostri figli! “Famiglia, anima del mondo”: è il tema di questo anno pastorale… il più immediato spazio di mondo da animare cristianamente è la propria famiglia!
Vale per tutti poi, che se la vita donata da Gesù non la facciamo nostra – come evidenzia il significato dell’adorazione personale – è come quando uno mangia ma non assimila il cibo… la vita cristiana resta debole e finisce col morire! Il frutto delle Giornate Eucaristiche sia per tutti i battezzati, da oggi in avanti, la gioia di vivere sempre di più con la forza che viene da Gesù, Pane della Vita!

Don Giuseppe Colombo

Certi fatti…

Certi fatti… un pugno nello stomaco!
Due figli, un bimbo e una bimba: uccisi e bruciati, dal loro papà!
Due sposi: incapaci di fedeltà ad una promessa d’amore più forte dei problemi, inevitabili per tutti… e insuperabili se non ci si ricorda: “Senza di me non potete fare nulla”,come dice Gesù… Gesù dice anche di non cercare la colpa dell’uno o dell’altro… ma, di fatto, il non-amore genera orrore. E morte!

Certi fatti… un’occasione di riflessione, di “conversione”…
Un bel numero di ragazzi e ragazze, bravi, pieni di gioia, speranza del futuro: fanno la Cresima, sacramento della maturità cristiana! Si son preparati bene…
Sono chiamati a testimoniare la “vita nello Spirito Santo-Amore”: hanno la vita davanti… sappiamo tutti com’è la vita di molti cristiani “adulti”, della “società”!
Saremo capaci di dire a loro (penso in primo luogo a genitori, nonni, padrini…) che la vita cristiana non vive a lungo se non la si alimenta? (il cero è un simbolo!) Li lasceremo andare per le strade dell’individualismo, egoismo, edonismo, perbenismo, qualunquismo ( e ogni altro “ismo” di cui il mondo è pieno), senza richiamarli alla strada della verità, del bene, del servizio, del sacrificio… che non è possibile percorrere se non seguendo Gesù (Eucaristia, Preghiera, Parola di Dio, vita comunitaria in oratorio…)? Certo, li richiameremo, a giusto tempo, se siamo sicuri che solo Gesù-Dio assicura Vita vera, piena, eterna! (già qui in terra). La loro Cresima chiama noi adulti ad essere coerenti con la fede in Cristo.

Don Giuseppe Colombo

Da Milano a Sydney con i giovani di tutto il mondo

È la vigilia della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, dal 15 al 20 luglio in Australia, sul tema “Avrete forza dallo Spirito Santo”. La veglia con il Papa la sera del 19 luglio.

Oggi molti giovani avvertono il bisogno di mettere in ordine la loro vita e di precisare le loro scelte. Anche questi grandi eventi aiutano, se vissuti bene, a intensificare un sincero desiderio di vita spirituale. È proprio lo Spirito Santo il protagonista di questi giorni. Lo slogan che il Papa ha scelto per i giovani della Gmg 2008 è “Avrete forza dallo Spirito santo”.

Vorremmo che questa promessa degli Atti degli Apostoli diventasse uno stimolo verso il rinnovamento della vita spirituale ordinaria, in cui lo Spirito di Gesù aiuti veramente a superare incertezze, dubbi e paure verso una assunzione piena delle proprie responsabilità e in un orientamento deciso della propria vita. Fede, vita e missione stanno intrinsecamente insieme.

Infatti, anche le catechesi a cui parteciperemo a Sydney svilupperanno proprio questo legame tra lo Spirito santo e la Missione. La delegazione dei quasi 500 giovani della Diocesi di Milano è presieduta da monsignor Mario Delpini, vescovo ausiliare del cardinale Dionigi Tettamanzi. Sarà la sua parola decisa e appassionata a introdurci nelle catechesi che ci verranno proposte.

Quando i giovani partecipano a questo tipo di eventi spesso hanno una segreta e quasi inconscia aspirazione nel cuore, quella di poter ascoltare una parola nuova che viene da Dio circa la loro vocazione. Spesso mi è capitato lungo gli anni, ascoltando racconti di vocazione di ragazzi e ragazze, di sentirmi dire che in occasioni come queste hanno avuto una particolare intuizione circa la loro vocazione, attraverso segni concreti della grazia.

Molte storie di amore e molte vocazioni consacrate hanno avuto la loro percezione di inizio a partire dalle grandi assemblee giovanili. Certamente il loro sviluppo ha richiesto una più lunga e paziente coltivazione, ma lì in mezzo a migliaia di giovani di tutte le razze, davanti al Papa, in una particolare preghiera o in una straordinaria confessione, molti hanno riconosciuta quella parola nuova in grado di dare una direzione a tutta la vita. Sono convinto che anche questa volta lo Spirito di Gesù rinnoverà questa forma di miracolo, in grado di portare pace alle persone e vitalità alla Chiesa.

Don Severino Pagani