
Visita natalizia alle famiglie
Lunedì 1/12 Verdi – Montale
Martedì 2/12 De Landriani
Mercoledì 3/12 G. Rossa – Ca Novella – Fosse Ardeatina
Giovedì 4/12 I Maggio
Venerdì 5/12 Falcone – Varese
Martedì 9/12 S. Pellico palazzi (N. 41-45). Preghiera di benedizione natalizia delle famiglie alle ore 21.00 con ritrovo alla palazzina N. 41. A seguire breve momento conviviale.
Calendario pastorale
Lunedì 1 a mercoledì 3/12: Esercizi spirituali per giovanissimi e giovani a Rho.
Sabato 6 e domenica 7 Raccolta alimenti Caritas: biscotti, fette biscottate, caffè, pelati, tonno olio oliva, latte UHT.
Martedì 9 ore 21.15 Catechesi giovani.
Venerdì 12 ore 18.00 Auguri natalizi della Scuola dell’infanzia (chiesa parrocchiale).
Sabato 13 ore 16.45 Riflessione natalizia per adulti in chiesa parrocchiale (cappella laterale): “Discese dal cielo e si incarnò dallo Spirito Santo dalla Vergine Maria”.
Domenica 14 ore 15.00 catechesi dell’iniziazione cristiana.
ore 21.00 catechesi 18/19 enni.
Giovedì 11 ore 21.00 Lectio Divina per adulti a cura dell’Azione cattolica: “Quindi arrivammo a Roma”, da Malta a Roma (Atti 28, 1-16). Relatore don Cristiano Passoni, Assistente dell’A.C. – Cappella Canossiane , V. S. Biagio 15 – Magenta.
Martedì 16 ore 21.15 Catechesi giovani.
■ La Caritas ringrazia per le offerte raccolte durante la “giornata Caritas”, pari a 440 €.
■ Sabato 20 e domenica 21 /12 Banco Stelle Natale a cura della Caritas parrocchiale.
Raccolta indumenti usati: più fiducia, più responsabilità
Il comparto della raccolta, riciclo e riuso degli indumenti usati – di cui i cassonetti gialli, anche nella diocesi ambrosiana, sono un emblema – sta attraversando una crisi strutturale. …
I vestiti dismessi, depositati nei quasi 1.800 cassonetti “Dona Valore” presenti in diocesi, «non vanno ai poveri, se non in una piccolissima parte. Il fabbisogno dei guardaroba parrocchiali e dei centri d’ascolto Caritas viene infatti coperto da raccolte e donazioni locali. La stragrande maggioranza dei tessuti conferiti nei cassonetti prende invece la via del riciclo (delle fibre, quando il capo non è più utilizzabile) e del riuso (all’interno dei circuiti di seconda mano, quando il capo è in buono stato)». Ma questo «esito “industriale” della raccolta (…) non fa sì che essa sia meno “etica”». Grazie ai proventi ricavati, infatti, le cooperative favoriscono l’inclusione lavorativa di tante persone: nel 2023 le 9 cooperative aderenti alla Rete Riuse hanno dato lavoro nelle diocesi di Milano, Bergamo e Brescia «a 118 persone, di cui 33 svantaggiate, in base alle categorie di legge, e 44 fragili, cioè con poche probabilità di rientrare da sole nel mercato del lavoro». A ciò «si aggiunge la destinazione solidale di una quota dei proventi»: dal 1998 al 2024 nella sola diocesi di Milano sono stati staccati «assegni per circa 5,7 milioni di euro a favore di 225 progetti e circa 9 mila beneficiari (anziani, minori, migranti, persone con disabilità e disagio psichico, donne vittime di violenza e di tratta)». Purtroppo, «nel 2025 questo contributo solidale verrà presumibilmente azzerato, a causa della crisi in cui versa l’intero settore». Le norme che hanno reso obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti tessili (senza che le amministrazioni pubbliche si fossero attrezzate) e il dilagare del fenomeno del fast fashion (con il compulsivo usa e getta di vestiti composti da fibre di scarsa qualità, non riciclabili) hanno determinato l’aumento dei volumi e il crollo del valore dei materiali raccolti. Vesti Solidale, la cooperativa più grande in diocesi, nel 2024 ha realizzato «+15% di materiale raccolto e -7% di ricavi rispetto al 2023». Si rischia dunque il blocco o il ridimensionamento delle attività: «è già successo e sta succedendo in diversi territori lombardi». Con effetti facilmente immaginabili: «incenerire o avviare in discarica, anziché riciclare o riusare i materiali tessili, eleva i tassi di inquinamento, ma anche le tasse imposte ai cittadini». Un contesto così complesso richiede una rinnovata «assunzione di responsabilità da parte di una molteplicità di attori»: cooperative sociali e aziende attive nel settore, istituzioni (occorre velocizzare «il passaggio al regime che obbligherà produttori, importatori e venditori a coprire i costi economici e organizzativi della gestione dei prodotti tessili a fine vita») e operatori dell’informazione. Maggiore attenzione e maggiore sobrietà sono però richieste «anche a noi cittadini»: i cassonetti gialli «non vanno usati come bidoni dell’immondizia» e soprattutto «abbiamo il dovere di ripensare le nostre pratiche di consumo».
