Calendario pastorale

Domenica 28 Festa degli oratori dell’area omogenea.
Ore 12.15 Ritrovo in oratorio per il pranzo.
Ore 15.30 “Piume in fuga” grande gioco dell’oca.

Giovedì 2/10 ore 21.00 presso l’oratorio di Marcallo (Sala don Gianni) : “La fede di Nicea. Un nuovo sguardo sul Dio di Gesù”. Interviene Prof. don Alberto Cozzi, docente presso il seminario di Milano, la facoltà teologica dell’Italia settentrionale e l’ISSR di Milano.

Domenica 5 ore 15.00 Inizio della catechesi dell’iniziazione cristiana presso l’oratorio.
Sabato 4 e Domenica 5 Ottobre Raccolta alimenti Caritas. preferibilmente: caffè, zucchero, marmellata, pasta, pelati, tonno, latte UHT.

Mercoledì 8 ore 14.45 Primo incontro formativo per Adulti presso l’oratorio.

√ Gli anniversari di matrimonio si festeggeranno Domenica 12 ottobre alla S. Messa delle ore 10.30. Dare il nominativo in sacrestia dopo le Ss. messe o in casa parrocchiale entro il 29 settembre.

√ Hai un po’ di tempo e sei disponibile a dare una mano in parrocchia?
Puoi contribuire in diversi modi. Per le pulizie (oratorio o chiesa), per il servizio al bar dell’oratorio, per leggere durante le celebrazioni, per il canto nelle corali…
Dai la tua disponibilità in parrocchia.

GIORNATA SOSTENTAMENTO DEL CLERO – COME DONARE.

– Bolettino di c/c postale N° 57803009 intestato all’Istituto Centrale Sostentamento Clero – Via Aurelia, 796 – 00165 Roma, causale “Erogazioni liberali art. 46 1.222/85”
– Bonifico bancario a Intesa San Paolo – IBAN 1T33A03069 03206100000011384 a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento ‘ con causale [Erogazioni liberali art. 46 L.222/85″:
– Carta di credito telefonando al numero verde 800 8250011 oppure collegandosi a: unitineidonoit.

Giustizia climatica

I Paesi ricchi riconoscano il debito ecologico verso il Sud del mondo.

In vista della Cop30 di novembre in Brasile, presentato dalle Chiese di Africa, Asia, America Latina e Caraibi il documento “Un llamado por la justicia climática y la casa común: conversión ecológica, transformación y resistencia a las falsas soluciones”. “Promuovere una vera conversione ecologica e cambiare i paradigmi dell’economia di oggi”. Dure critiche anche al capitalismo “verde” e agli approcci tecnocratici.

Roberto Paglialonga – Città del Vaticano

La crisi climatica è una questione di giustizia, dignità e cura della casa comune.

Il testo sottolinea che la crisi climatica “non è solo un problema tecnico”, ma “una realtà urgente, una questione esistenziale di giustizia, dignità e cura della casa comune”. Per tentare di far fronte a questa crisi, sono da “rifiutare le false soluzioni come il capitalismo “verde”, la tecnocrazia, la mercificazione della natura e l’estrattivismo, che perpetuano lo sfruttamento e l’ingiustizia” e antepongono il profitto alla vita. È necessaria invece “una profonda conversione ecologica”, un cambiamento strutturale, che rimetta al centro il benessere della persona nella sua relazione col creato, e che non può non comprendere anche un vero cambio di paradigma del sistema economico, “sostituendo la logica del profitto illimitato con l’ecologia integrale”. Le soluzioni devono essere interdipendenti perché interdipendenti sono essere umano, società e natura.

L’appello delle Chiese del Sud globale in vista della Cop30.

Un appello congiunto delle Chiese del Sud del mondo, hanno spiegato i relatori, che si inserisce nella prospettiva della prossima Cop30, in programma a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre 2025, per chiedere “equità, giustizia, protezione” in difesa di popolazioni indigene, ecosistemi, comunità impoverite, persone vulnerabili, come giovani, donne e anziani, e migranti climatici. E ispirato alla Laudato si’ di Papa Francesco, e all’invito di Papa Leone XIV ad affrontare “le ferite causate dall’odio, dalla violenza, dal pregiudizio, dalla paura della differenza e da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri”.

Cosa può fare la Chiesa, cosa possono fare i decisori globali.

Il documento, che i relatori hanno presentato al Pontefice prima dell’incontro con la stampa, illustra gli impegni che la Chiesa potrà mettere in campo: la difesa dei più deboli nelle decisioni su clima a natura; la promozione di sistemi basati sulla solidarietà, la “sobrietà felice” e i principi della saggezza ancestrale; il rafforzamento di un’alleanza intercontinentale tra i Paesi del Sud del mondo; ma anche la costituzione di uno speciale “Osservatorio sulla giustizia climatica” per monitorare i risultati delle Cop che si sono succedute nel tempo. Importante poi l’accento posto sulla questione educativa, decisiva per contrastare “la posizione apertamente negazionista e apatica adottata dai segmenti super-ricchi della società, le cosiddette élite del
potere”, sottolinea il documento, riprendendo anche l’esortazione apostolica di Papa Francesco Laudate Deum (n.38). Ma il rapporto si rivolge anche all’esterno, a tutti i decisori politico-istituzionali e agli attori globali, con richieste specifiche: “Rispettare gli accordi di Parigi”, mettendo “il bene comune al sopra del profitto”; trasformare il sistema economico in senso più sostenibile per il pianeta; “promuovere politiche climatiche basate sul rispetto dei diritti umani”.

Cuda: “Creare ponti tra credenti e non credenti”.

“Cerchiamo di raggiungere i cuori di credenti e non credenti”, ha detto Emilce Cuda. Le Chiese particolari del Sud globale intendono “costruire ponti tra di loro come espressione della cattolicità”, e ponti con chi sta al di fuori della Chiesa. Il documento così è “espressione concreta della capacità di superare divisioni e ideologie” perché “o ci uniamo o anneghiamo”.

Il cardinale Spengler: “Non c’è giustizia climatica senza conversione ecologica”.

“Il messaggio è chiaro: non c’è giustizia climatica senza conversione ecologica, e non c’è conversione senza resistenza a false soluzioni”, le ha fatto eco il cardinale Jaime Spengler. Tra queste la finanziarizzazione e la mercificazione della natura, il capitalismo “verde” (o green economy, che rischia di diventare “una logica tecnico-strumentale al servizio della ristrutturazione ecologica” dello stesso modello di sviluppo capitalistico, a vantaggio di pochi), l’estrazione mineraria e le monoculture energetiche, che sacrificano comunità ed ecosistemi. “Ci sono interessi economici che si nascondono dietro queste false soluzioni: e allora, è ancora possibile che la questione climatica sia un affare per pochi?”, è la denuncia del porporato. La conversione ha un prezzo da pagare: “O abbiamo il coraggio di decisioni nette oppure metteremo in pericolo il futuro delle prossime generazioni”.

Il debito ecologico dei Paesi ricchi.

L’ispirazione può venire da una transizione equa, comunitaria, con al centro giovani e donne. Ma perché questa si realizzi effettivamente — oltre a difesa della sovranità dei popoli indigeni e delle comunità tradizionali sui territori, eliminazione dei combustibili fossili (il tetto dell’innalzamento massimo delle temperature all’1,5°C è già stato superato nell’arco temporale 2015-2024), promozione di meccanismi di solidarietà e rispetto delle culture locali — è necessario un cambiamento nel paradigma economico. “I Paesi ricchi — dice il documento — riconoscano e si assumano il loro debito sociale ed ecologico come i principali attori storici responsabili dell’estrazione delle risorse naturali e dell’emissione di gas serra; si impegnino a favore di una finanza accessibile ed efficace per il clima che non generi più debito”; azzerino “la deforestazione di tutti i biomi entro il 2030″; lavorino a un’alleanza con i Paesi del Sud globale per l’etica e la giustizia; creino “meccanismi di governance del clima con la partecipazione attiva delle comunità”: si attivino “politiche di riduzione della domanda e dei consumi, obiettivi di decrescita e transizione verso modelli economici più circolari, solidali e ricostituenti”.

Il cardinale Ambongo: “Africa depauperata da secoli di sfruttamento”.

In questo senso, “l’Africa è un esempio significativo”, ha evidenziato il cardinale Fridolin Ambongo Besungu. “È una terra ricca, depauperata da secoli di estrattivismo e sfruttamento”. E oggi “il continente che inquina meno più caro paga il costo dell’inquinamento globale”. È dunque “contraddittorio utilizzare i profitti dell’estrazione petrolifera per finanziare quella che viene presentata come una transizione energetica senza impegno per superarla”, dice ancora il rapporto. “Abbandonare i combustibili fossili non è solo necessario per ridurre le emissioni, ma anche per riparare un debito ecologico e morale nei confronti del Sud del mondo e delle comunità colpite da inquinamento, estrazione e cambiamento climatico”.

Il cardinale Neri Ferrão: “Necessari meccanismi di compensazione”.

Fondamentali — ha spiegato anche il cardinale Filipe Neri Ferrão — saranno i meccanismi di compensazione, ancora non sufficienti, e che i Paesi sviluppati “si assumano il loro debito
ecologico, che raggiungerà 192 trilioni di dollari entro il 2050″. Tuttavia, “non si tratta solo di fondi, ma di una chiara tabella di marcia per garantire che raggiungano le comunità più vulnerabili. Le misure oggi non sono commisurate alla velocità e all’intensità degli impatti climatici”, spiega il dossier. La Cop30 in Brasile, dunque, rappresenta una chiamata storica, e cade in un momento decisivo per l’umanità afflitta anche dalla guerra: “Vogliamo che non sia solo un altro evento, ma una svolta morale”, hanno concluso i relatori del documento.

Le offerte deducibili per il sostentamento del clero

COSA SONO LE OFFERTE DEDUCIBILI PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO?

Si definiscono così le somme inviate all’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC), l’ente preposto a raccogliere fondi della Chiesa cattolica per garantire una remunerazione ai circa 32.000 sacerdoti in Italia e in missione. Si tratta di versamenti documentabili che chi dona può portare in detrazione dalle tasse, usufruendo vantaggio fiscale. In alcuni contesti sono indicate anche come ‘offerte” oppure “erogazioni liberali”
Esse permettono ai sacerdoti una vita dignitosa, nonché di dedicarsi e tempo pieno alla loro missione. Inoltre, garantiscono un supporto assistenziale e previdenziale. È l’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC) che distribuisce le risorse tra i e lo fa secondo il principio della perequazione, cioè in maniera equa e solidale.

COSA NON SONO LE OFFERTE DEDUCIBILI?

Non sono offerte deducibili tutte le somme in contanti che le persone possono dare direttamente al parroco, all’ufficio parrocchiale, a Messa (durante il momento della colletta) o nelle cassettine presenti in chiesa. Queste donazioni servono lente per sostenere le spese correnti della parrocchia: bollette, pulizie, attrezzature necessarie all’oratorio e piccole emergenze della comunità. Sono una voce del bilancio parrocchiale. Non portano vantaggi fiscali a chi le dona.

PERCHE’ SONO IMPORTANTI LE OFFERTE DEDUCIBILI.

Perché i sacerdoti sono a servizio delle comunità e per farlo al meglio hanno bisogno dello collaborazione e del sostegno di goni fedele. Perché tutti i sacerdoti, anche quelli che operano nei contesti più poveri o meno attenti alle necessità della Chiesa possano contare sulla stessa cifra a parità di condizioni e incarichi. Perché la Chiesa non è un’azienda che fornisce come una famiglia, si sostiene se tutti fanno la propria parte.

COME AVERE UN VANTAGGIO FISCALE?

Lo Stato ha previsto uno sconto sul pagamento delle tasse a chi fa le offerte deducibili, perché riconosce il valore dell’impegno della Chiesa e dei sacerdoti nella società. Nella pratica che cosa significa? Ogni anno dobbiamo pagare le tasse in base al nostro reddito. Se abbiamo donato una somma all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC), questa viene sottratta dal nostro reddito. Di conseguenza si abbassa li reddito e paghiamo meno tasse. Ogni anno possiamo donare quanto vogliamo all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC), ma lo sconto sulle tasse si ha solo fino a un massimo di 1032,91 €, cioè dai redditi possiamo sottrarre io somma massima dì 1.032,91 euro, Le offerte deducibili saranno indicate nell’apposito spazio presente nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 oppure Modello Redditi) relativa all’anno nel quale sono state effettuate.

COME DONARE.

– Bolettino di c/c postale N° 57803009 intestato all’Istituto Centrale Sostentamento Clero – Via Aurelia, 796 – 00165 Roma, causale “Erogazioni liberali art. 46 1.222/85”:
– Bonifico bancario a Intesa San Paolo – IBAN 1T33A03069 03206100000011384 a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento ‘ con causale [Erogazioni liberali art. 46 L.222/85″:
– Carta di credito telefonando al numero verde 800 8250011 oppure collegandosi a: unitineidonoit.

Pellegrini di Speranza – Giubileo 18/19enni e giovani

Siamo partiti il 28 luglio con il nostro pulmino, la seconda parte del gruppo ci ha raggiunto per gli eventi più attesi: il momento della riconciliazione al Circo Massimo venerdì, la Veglia e la Santa Messa a Tor Vergata tra sabato e domenica. Durante la settimana, abbiamo camminato, ascoltato, osservato e aperto il nostro cuore al prossimo, attraverso atti di fraternità e di rinnovamento spirituale e sociale. Ricordando le parole di Papa Francesco, che ci ha invitati a questo Giubileo dei Giovani come pellegrini di speranza, sia fisicamente sia spiritualmente, abbiamo incontrato per la prima volta Papa Leone XIV che ci ha accolti con gioia. Con le sue parole, ha esortato ad essere pellegrini di speranza e testimoni fino ai confini della terra, ha chiesto di non tenere questa esperienza solo per noi, ma di condividerla con gli altri per essere segni di speranza nel mondo; questo è ciò che desideriamo fare con questo breve articolo.

Condivido con voi la gioia di non essere stata sola, ma di aver condiviso questa esperienza con un numeroso gruppo di giovani delle nostre parrocchie. Papa Leone ci ha infatti ricordato il grande valore dell’amicizia sincera e profonda: “Quando le nostre amicizie riflettono questo intenso legame con Gesù, diventano certamente sincere, generose e vere. (…) L’amicizia può veramente cambiare il mondo”.

Condivido con voi il silenzio di un milione di giovani provenienti da tutto il mondo che hanno scelto di essere presenti.

Condivido con voi anche le fatiche che hanno accompagnato il nostro pellegrinaggio: il caldo torrido della città eterna; gli improvvisati piani di viaggio urbano, le attese alle fermate e le traversate in autobus tutti pigiati; i chilometri percorsi, ormai impressi sulle suole delle scarpe; la sabbia, il vento, gli scrosci di pioggia; i risvegli notturni e le ore insonni. Non ci hanno fermato. La gioia dell’incontro vivo con Gesù è rimasta “in primo piano” nel cuore.

Condivido con voi le parole di Papa Leone XIV durante la celebrazione della Veglia, con le quali ci ha invitato a non accontentarci dei compromessi che derivano dal mondo, ma al
contrario di trovare il coraggio per compiere scelte importanti nella nostra quotidianità nell’amore di Dio, “il coraggio per scegliere viene dall’amore(…) il dono della vita è la via per realizzare la nostra persona. Per questo, l’incontro con Gesù corrisponde alle attese più profonde del nostro cuore”.

Condivido con voi le parole di Papa Leone XIV, dall’omelia della Santa Messa di domenica: “Noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo. Non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore.” Queste parole ci ricordano che la vera pienezza della vita non sta nella sicurezza di ciò che non cambia; sono un invito a non stare fermi, ma a vivere ogni giorno come occasione di rinnovamento e di condivisione, nella certezza che il dono di sé porta sempre frutto. Ci richiamano anche all’importanza e all’impegno del servizio come giovani nelle nostre parrocchie e nelle nostre comunità, dove il dono e l’amore diventano segni concreti della nostra fede.

Condivido con voi la speranza, l’amore e la spensieratezza che l’esperienza del giubileo mi ha regalato, al fine di non tenerli per me, ma di donarli a chi ne ha più bisogno, accettando così l’invito di Papa Leone XIV ad essere luce per gli altri. “Portate questa gioia, questo entusiasmo a tutto il mondo. Voi siete sale della terra, luce del mondo. Portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di un messaggio di speranza”.

Condividiamo questa testimonianza con le nostre comunità e con tutti i giovani che non hanno potuto partecipare, vi doniamo la nostra speranza e il nostro entusiasmo.

“Continuiamo a sognare insieme, a sperare insieme”.

I giovani di Tor Vergata 2025 dell’Area Omogenea con don Alessandro e don Andrea.